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SCUOLA/ Paritarie, quando l'Isee "dà una mano" alla spending review

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Caro direttore,
nei giorni scorsi ha fatto discutere una sentenza emessa dal Tar Lombardia che boccerebbe una parte del sistema di incentivo allo studio denominato "dote scuola". Di fatto, però, il "buono scuola" non aveva bisogno di bocciature, visto che, conti alla mano, era già stato "screditato" e non dai suoi avversari. 

Infatti, anche se il presidente Roberto Maroni aveva promesso che il nuovo governo della Regione Lombardia non avrebbe tagliato il contributo "dote scuola", che permette anche alle famiglie meno abbienti di poter scegliere se far studiare il proprio figlio in una scuola paritaria - primaria o secondaria di primo e secondo grado -, nei documenti allegati alle domande da presentare per ottenere il cosiddetto buono scuola spicca una riduzione molto forte dei contributi. 

Ma andiamo con ordine. Con l'apertura della procedura di domanda di contribuzione, in vigore dal 20 marzo fino al 22 maggio 2014 per l'anno scolastico 2014/15, i genitori sono chiamati, come gli anni scorsi, a compilare i campi relativi a tre tipologie di sostegno economico: per il buono scuola, per l'acquisto di libri e dotazioni tecnologiche o per sostenere lo studio di figli con disabilità. 

Ma il calcolo reddituale non avviene più a partire dal reddito (seppur lordo) familiare, bensì in base all'Isee (Indicatore di situazione economica equivalente) che, peraltro, va fatto certificare da un centro fiscale o da un commercialista (con i relativi costi). Nel dettaglio: il contributo "Buono Scuola", finalizzato a sostenere gli studenti che frequentano una scuola paritaria o statale che prevede una retta di iscrizione e frequenza per gli studenti che frequentano percorsi di istruzione, è destinato a famiglie con Isee inferiore o uguale a 38.000 euro.

Il "Contributo per l'acquisto di libri di testo e/o dotazioni tecnologiche" è invece destinato solo alle  famiglie con Isee inferiore o uguale a 15.458 euro, esclusivamente per l'acquisto dei libri di testo e/o dotazioni tecnologiche e, attenzione, solo per gli studenti frequentanti le scuole secondarie di primo grado (le "medie", in sintesi) e per le sole classi I e II delle scuole secondarie di secondo grado. E per le classi che vanno dalla III alla V? Tutto tace.

Un terzo tipo di contributo per fortuna rimane sganciato dal calcolo dell'Isee: è quello relativo alla "Disabilità", destinato agli alunni disabili che frequentano precorsi di istruzione in scuole paritarie che applicano una retta, indipendentemente dal valore Isee.

Il problema è che nella somma che compone l'Isee rientrano il reddito familiare, ma anche, ad esempio, gli immobili posseduti. Non concorrono invece alla determinazione eventuali debiti, anche se fossero ingenti.



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COMMENTI
14/04/2014 - Il caro signore prova a rispondere (Franco Labella)

Gentile signora Virga io sarò anche duro di comprendonio ma la domanda a cui continua a non rispondere è semplice: in forza di quale principio (a parte la maggior convenienza del precedente indicatore) si dovrebbe usare per il buono scuola un indicatore diverso dall'ISEE che consente ai cittadini di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali o ai servizi di pubblica utilità? Ha presente l'art. 3 della Costituzione? Bene, se lo ha presente si renderà conto che la sua tesi è a sostegno di un privilegio, non della parità. Quanto ai costi: le ho indicato il sito delle ACLI. Non è l'unico CAAF che rilascia gratuitamente l'ISEE. Cambi CAAF e vedrà che il "balzello" s'azzera...

RISPOSTA:

Se l'Isee, come lei sostiente, era lo strumento più adeguato, mi chiedo: come mai non era stato adottato in precedenza? Se inoltre il contributo dote scuola fosse stato incostituzionale, come lei accenna, credo proprio che la Regione Lombardia non avrebbe potuto erogarlo...sta di fatto che con il nuovo metodo di calcolo non esiste più una libertà di scelta reale, perché i contributi sono ormai irrisori. Capisco anche che lei eccepisca su questo punto, ma qui entriamo in un tema più ampio, ovvero quello della sussidiarietà, che forse lei, se intuisco bene, non ama molto, ma che tuttavia, come saprà, è anch'esso presente nella Costituzione italiana, nell'articolo 118: "Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà". In questo caso mi sa che non la stanno favorendo molto… MEV

 
13/04/2014 - Qual è il problema? (Franco Labella)

Nonostante i miei sforzi non riesco a capire la sostanza della posizione espressa nell'articolo. Qual è il problema? Il fatto che un beneficio (il c.d. buono scuola) venga collegato all'Indicatore ISEE? Ed allora? Pure le tasse universitarie (e mica solo quelle ma anche le mense scolastiche giusto per limitarsi ) si pagano in rapporto allo stesso indicatore. Perchè mai per il c.d. buono scuola non si dovrebbe seguire lo stesso criterio? Di passata: probabilmente l'autrice non ha mai chiesto un ISEE in vita sua. Altrimenti saprebbe che, contrariamente a quanto scrive, il rilascio dello stesso da parte dei CAAF è completamente gratuito per l'utente che non affronta alcuna spesa come è facilmente verificabile anche solo qui: http://www.caf.acli.it/servizi/servizio/ise-isee.html Il particolare può sembrare marginale ma è pur sempre indicativo di come il tema "finanziamento delle private paritarie" è decisamente trattato in modo ideologico.

RISPOSTA:

Non sarà un problema per lei, caro signore. Forse non ha bene inteso la sostanza della questione: prima non veniva utilizzato l'Isee per calcolare la dote scuola, ma un apposito "indicatore reddituale" che teneva maggiormente conto del reddito familiare reale e del numero dei figli. E non è per nulla un fattore ideologico, ma un problema molto ma molto concreto: l'esempio che ho fatto io è quello di una famiglia "medio-benestante". Potrei farle quello della famiglia con 6 figli che, avendo accettato di intestarsi gli immobili dei nonni per aiutarli, l'anno scorso riceveva 500 euro di buono scuola e quest'anno non riceve nulla, ma proprio nulla. Di Isee ne ho fatti fare parecchi e al Caf l'ultimo mi è costato: 20 euro, ma mi è costato. Ma conosco commercialisti che si fanno pagare di più, mi creda. MEV