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UNIVERSITA'/ Barbati (Cun): troppe regole l'hanno distrutta

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Il percorso di laurea triennale sembra, in effetti, non avere condotto ai risultati che s'immaginavano. Anche il mondo del lavoro e delle professioni vi ha guardato con scetticismo, quasi a dubitare della sua valenza formativa. Probabilmente, anche questa riforma avrebbe avuto bisogno di un contesto preparato a riceverla. Anche l'università non era preparata a riceverla. E questo è un limite che accompagna molte delle nostre erratiche riforme: frettolosamente scritte, applicate e altrettanto frettolosamente abbandonate a loro stesse.

Eurostat dice che la nostra spesa per laureato e troppo bassa. Gli altri paesi spendono più di noi. Hanno risultati migliori perché spendono di più o perché spendono meglio?
Le risorse devono sempre essere impiegate correttamente: questa è la precondizione, ma perché ciò accada occorrono anche condizioni idonee, nel caso programmazioni che, sino ad ora, non sono state consentite al nostro sistema universitario. Ciò detto, l'ammontare delle risorse non è variabile irrilevante e i dati convergono nell'evidenziare come, in Italia, di là dalle rituali dichiarazioni di intenti, i finanziamenti pubblici e privati siano inadeguati: quasi una conseguenza dell'essere l'istruzione superiore e la ricerca considerate voci di spesa e non di investimento.

I dati delle preiscrizioni alla scuola secondaria di II grado dicono che il 50,1% ha scelto il liceo (ma il classico è in calo). E il liceo "obbliga" ad andare all'università…
Se si intende immaginare una connessione tra liceo, necessità di iscriversi comunque all'università,  e successivi abbandoni, mi sento di dire che non credo al liceo possa imputarsi la "crisi" del sistema universitario, nella componente studenti. Altro è riflettere su quello che può essere il rafforzamento di percorsi anche professionalizzanti e questo è sicuramente un obiettivo da perseguire, anche per garantire ai giovani una pluralità di scelte, comunque alte e qualificanti, alcune delle quali dirette a una più immediata immissione nel mondo del lavoro, non solo intellettuale.

Il 44% degli studenti delle superiori (dato Almalaurea) dice di avere sbagliato scelta. Come si ripercuote questo sul nostro sistema universitario?
Genera un'insufficiente motivazione a proseguire gli studi o a condurli con impegno. D'altro canto, se gli studi prescelti non incontrano i reali interessi e le reali propensioni degli studenti, indubbiamente il percorso può rivelarsi molto più complesso, sino ad essere abbandonato. E su questo vi è molto da fare in termini di orientamento pre e infra universitario. Ma anche per questo occorre disporre di un corpo docente di consistenza numerica adeguata.

Oggi Solo il 37% di maturandi ritiene la laurea una meta irrinunciabile (dato Corriere dell'Università Job). Gli altri farebbero a meno della laurea se questa non li aiutasse a trovare lavoro. Che ne pensa? 



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