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SCUOLA/ Ecco perché studiare (bene) previene la demenza...

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Prendendo in esame i diversi fattori, le ricercatrici sottolineano come alcuni individui dispongano di un cervello capace di agire in condizioni di "riserva", analogamente a quanto avviene nelle auto per la benzina. Il cervello si mostra cioè capace di resistere agli effetti negativi della patologia facendo ricorso a processi o a percorsi neurologici alternativi. 

Tale possibilità è correlata a un elevato livello di istruzione, a una buona realizzazione professionale, ad attività ricreative mentalmente stimolanti. Qualora in un individuo siano presenti tutti e tre questi fattori, la possibilità di agire "in riserva" aumenta e quindi l'eventualità di essere colpiti da demenza diminuisce significativamente. Ovviamente vale anche il contrario: la probabilità della demenza aumenta in coloro che dispongono di scarse riserve del cervello. I dati del 2010 riferiti a 146 paesi indicano come sulla totalità della popolazione il 14,8% degli individui risulti non aver frequentato la scuola e un ulteriore 25,2% l'abbia frequentata solo a livello elementare. 

Di conseguenza il 40% degli individui che vivono in questi paesi dispone di un basso livello di istruzione. Le studiose ne concludono che il basso livello di istruzione è la prima causa del verificarsi della demenza nella popolazione anziana e che, quindi, l'apprendimento per tutta la vita e la stimolazione cognitiva continua comportano un minor rischio di demenza e permettono la costruzione di quella "riserva cognitiva" che consente agli individui di far fronte a un funzionamento adeguato nel proprio contesto di vita anche nel caso in cui intervengano malattie neurodegenerative. L'aumento del lifelong learning può pertanto rendere non sintomatici molti casi di demenza e può anche ridurne il verificarsi. 

Ciò che le autrici non rammentano (anche perché dovrebbe riguardare specificamente i decisori scolastici) è che il lifelong learning è reso possibile dagli apprendimenti scolastici realizzati nella prima fase della vita: le conoscenze e le capacità acquisite a scuola vengono infatti utilizzate per produrre e comprendere ulteriori conoscenze, per diventarne consapevoli e per costruire ulteriori capacità. 

Elemento fondamentale per la prevenzione della demenza senile è quindi l'apprendimento scolastico. Intendendo però quest'ultimo anche come premessa necessaria per la realizzazione professionale e per sviluppare l'amore per la cultura (arte, letteratura, cinema, teatro e quant'altro).

I dati riferiti alla popolazione italiana (giovanile e non) non possono allora non preoccupare ulteriormente: la dispersione scolastica negli istituti statali di istruzione secondaria superiore è pari al 27% degli studenti e negli ultimi quindici anni quasi tre milioni di ragazzi hanno abbandonato la scuola secondaria superiore; il 23,9% dei giovani tra i 15 e i 19 anni è definibile come Neet (Not in education, employment or training), fuori da un percorso scolastico e formativo, ma anche fuori dal circuito lavorativo. 



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