BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Modello Toscana, dove porta il patto tra paritarie e comuni?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Perché si tratta di scuole nate da esperienze della comunità, e quindi sono espressione della vitalità della società civile e della passione educativa che anima il nostro popolo: le nostre dal tessuto ecclesiale e parrocchiale, da congregazioni religiose, da associazioni; quelle comunali dall'esperienza degli enti locali. Queste due realtà hanno quindi un imprescindibile elemento di origine comune. In questo momento vivono un periodo di difficoltà, ma i servizi sul territorio devono essere assolutamente difesi!

Quindi?
Per questo è nata l'idea di fare insieme un percorso per la tutela, la salvaguardia, la promozione e la valorizzazione del sistema scolastico integrato toscano. Senza nessun tipo di contrapposizione con la scuola dell'infanzia statale. Mortificarle, viceversa, significherebbe andare contro ogni buon senso e contro ogni idea di pluralismo, di buona politica e di sussidiarietà.

Ma non si rischia di spendere soldi pubblici per sostenere realtà economicamente fragili o non convenienti per la collettività?

È esattamente il contrario. È bene sottolineare che le nostre scuole sono un valore prezioso non solo dal punto di vista sociale, educativo e della tradizione, ma anche dal punto di vista economico. Infatti, un alunno delle paritarie costa allo Stato 500 euro, un alunno delle scuole statali circa 6.800 euro all'anno. Basta fare due conti per capire che il risparmio per le casse pubbliche in Italia, grazie alle scuole non statali, è di 6 miliardi e 300 milioni di euro. Le scuole paritarie, a gestione privata e comunale, coadiuvano il sistema delle scuole statali che, da sole, non ce la farebbero assolutamente.

A proposito di risorse per la libertà di scelta educativa, Regione Toscana nei mesi scorsi ha stanziato un buono scuola da 1.500.000 euro a sostegno delle famiglie che hanno i loro figli alla scuola dell'infanzia paritaria. Che risposta c'è stata?
Le domande presentate sono state 5.084, di cui 3.860 finanziate. Si tratta di un'iniziativa importante, quella del buono scuola, anche perché le oltre 5mila domande presentate corrispondono a 4 milioni e mezzo di euro di necessità reali delle famiglie. Questa è la strada giusta su cui proseguire. Il pericolo, forse scampato con questo bando, è che se non ci fosse un sostegno molte famiglie non saprebbero dove mettere i figli, probabilmente li lascerebbero a casa. Perché, non dimentichiamolo, le nostre scuole in molti paesi e zone disagiate sono l'unico presidio scolastico sul territorio.

Circa un terzo delle famiglie che mandano i loro figli alla scuola dell'infanzia paritaria,  in Toscana, hanno presentato domanda per il buono scuola. Che segnale rappresenta, questo dato?



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >