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SCUOLA/ Umanisti e smanettoni? Insieme si deve

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A questa sfida è chiamata a contribuire anche la cultura classica italiana che secondo De Mauro, (cfr. La cultura degli italiani, 2010) per rispondere adeguatamente, dovrebbe effettuare un vero e proprio salto di qualità, in quanto da un lato le classi dirigenti dimostrano scarsa attenzione (le politiche scolastiche e formative e i tassi nazionali di alfabetizzazione ne sono una testimonianza diretta), dall'altro, la società dei letterati, autorevole dal punto di vista del suo prestigio sociale, è sempre stata autoreferenziale e non colma la notevole distanza che la separa dal paese reale.

A questo proposito, occorre riconoscere che proprio sul piano dell'apporto dell'innovazione tecnologica, sulla crescente importanza delle metodologie didattiche interattive e sul ruolo formativo del Learning by doing, la cultura classica e il sistema dei licei italiani debbono fare i conti e aggiornare la loro capacità di comprendere e guidare i fenomeni innovativi, che caratterizzano l'attuale e futura knowledge society.

Infatti in merito al ruolo e allo scarso grado di pervasività nell'uso delle tecnologie, in Italia non si è ancora affermata un'efficace integrazione delle Information and Communication Technology (Ict) nei processi di insegnamento e apprendimento, poiché esse risultano essere ancora relegate nei laboratori di informatica o a pratiche professionali decisamente tradizionali.

La maggioranza dei docenti italiani, a parte alcune lodevoli esperienze pilota che stanno sperimentando nuove metodologie nelle classi 2.0, sembra che non abbia ancora compreso pienamente le opportunità e le potenzialità insite nelle nuove tecnologie, soprattutto sul piano della didattica, alimentando quel rischio che vede i ragazzi non comprendere perché la loro frequentazione con l'uso delle tecnologie informatiche sia da circoscrivere alle attività extra scolastiche, lontane dai processi di apprendimento formale. Su questo piano, le esperienze internazionali maturate in altri sistemi scolastici suggeriscono, invece, che l'integrazione delle Ict nella pratica e nella vita scolastica, benché non risolutiva di tutti i mali della scuola, appare in gran lunga una best practice utile per favorire l'insegnamento personalizzato e una buona socializzazione a un comportamento orientato a una logica di lifelong learning, in linea con la strategia Europa 2020.

Infatti, a proposito dell'influenza sempre più netta delle Ict sul sistema educativo, come chiariscono diverse ricerche, è necessario elaborare una diversa strategia di insegnamento/apprendimento e di conduzione delle stesse lezioni in classe, poiché l'interazione tra media digitali (ebook) e la comunicazione interattiva (smartphone, iPad, tablet, pc), che rappresentano i fenomeni più eclatanti del mutamento sociale e dell'industria culturale all'inizio di questo millennio, stanno rivoluzionando il mondo della lettura e dello studio. I nuovi media mettono in crisi il regno della carta stampata gutenberghiana e fanno emergere una nuova cultura digitale che si afferma attraverso uno stile comunicativo orientato all'interazione attiva, all'autonoma produzione di contenuti e all'elaborazione in team (Dropbox) e alla condivisione (blog e social network).



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