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SCUOLA/ La "sorpresa" di Angelica, mamma a 16 anni

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Ma non finisce qui. Perché Angelica (ragazza evidentemente determinata e rocciosa) ha avuto anche il coraggio di raccontare la propria storia di fronte a 500 coetanei del Liceo Melchiorre Gioia e sentirla parlare deve essere stato davvero coinvolgente: "Diventare davvero una mamma? Il problema non sussiste. Nel momento in cui prendi in braccio il tuo piccolo sei una vera mamma. L'importante è ragionare e non dare retta a chi ti dice che, restando incinta, ti sei 'fatta fregare', che ti sei rovinata la vita, che non ce la farai mai… Tutte persone che parlano della fatica che farai e non della gioia che sta arrivando. Quando senti il tuo piccolo che dice "gu", quando ti svegli al mattino e lui ti sorride…".

Ora si sta dando concretamente da fare per aiutare altre giovani mamme come lei, con un progetto che ha battezzato "Sensibilizzazione alla vita" e che chiama in causa il sistema scolastico, del tutto impreparato ad affrontare e sostenere la situazione di una ragazza madre.

Se una ragazza di sedici anni ragiona così e affronta la vita così; se il suo ragazzo la sostiene e la protegge; se i due si prendono la responsabilità e la cura dell'essere che hanno messo al mondo, allora c'è da sperare. Il fatto è che tutti i progetti ideologici, tutti i condizionamenti posti in essere dal potere economico e politico alla fine si infrangono davanti alla forza della natura e alle esigenze del cuore con cui tutti veniamo al mondo. C'è ancora spazio, per fortuna, perché la libertà della persona si possa esprimere e possa dire: io voglio la vita, io voglio la bellezza e la gioia! Io non ritengo che un figlio sia una fregatura, come dicono tutti e come tutti vogliono che si pensi!

Certo, Angelica e Simone sono ragazzi fortunati. Non sono soli e hanno vicino degli adulti che si sono resi disponibili a camminare insieme a loro. Magari anche soffrendo, magari non capendo fino in fondo, li hanno però rispettati e li hanno aiutati. Questo fa capire quanto siano di fondamentale importanza i legami familiari e la solidarietà tra gli individui perché la vita sia accolta e tutelata.

Ora per i due ragazzi inizia comunque un cammino impegnativo e chi gli vuole bene dovrà farglielo capire. Perché quel piccoletto ha dei diritti fondamentali: il primo è quello di essere amato in modo stabile. Tutta l'attrazione reciproca tra Simone e Angelica, tutto il loro essere l'uno per l'altra, ha prodotto un "dentro" che esige di per sé l'indissolubilità del loro legame. È un fatto che chiede di essere riconosciuto. Negarlo sarebbe pura disonestà. Insomma, si sono comportati da adulti senza esserlo ancora. Hanno bruciato le tappe e dovranno continuare a farlo. Ma ne vale la pena, perché già adesso, guardando quel piccolino, si accorgono che la vita è più bella. Con l'aiuto di chi ha dimostrato di volergli bene e (lo dico alla cattolica "non praticante" Angelica) con la fede in Dio, ce la potranno fare di sicuro.



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COMMENTI
30/04/2014 - Che sorpresa anche per me! (claudia mazzola)

Ne voglio il centuplo di notizie così!