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SCUOLA/ Studenti italiani bravi a risolvere i problemi, ma non grazie al pc

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Il rinnovato e più ampio concetto di problem solving ha alla base la capacità di un individuo di mettere in atto processi cognitivi per comprendere e risolvere situazioni problematiche per le quali il percorso di soluzione non è immediatamente evidente. Questa competenza comprende anche aspetti motivazionali ed affettivi, come la volontà di confrontarsi con le situazioni per realizzare le potenzialità degli individui in quanto cittadini riflessivi e con un ruolo costruttivo.
Le prove, messe a punto per la rilevazione di tali aspetti ed in parte rilasciate, suddividono i problemi da porre, secondo diversi livelli di complessità, in due categorie: su un piano si pongono i  cosiddetti problemi "statici", con quesiti che contengono tutte le informazioni rilevanti, e su un altro fronte vengono posti problemi "interattivi", dove il soggetto, interagendo con i dispositivi informatici, deve scoprire da solo aspetti ed informazioni rilevanti per cogliere i dati importanti. A tale proposito si ricorda che le prove sono somministrate con modalità informatizzata e dunque lo strumento informatico gioca un ruolo importante per la concettualizzazione e la navigazione dei concetti: questo, se da un lato rende più semplice la somministrazione delle prove, dall'altro lato rischia di ridurre la portata della competenza da indagare ad un ambito meno ampio e collegabile a tutti gli aspetti della vita umana.
Sono quattro le tipologie di processi che vengono sondati e che, in ordine crescente di difficoltà, riguardano:
1. L'esplorazione e la comprensione delle informazioni poste dal problema.
2. La rappresentazione e la riformulazione delle questioni. È fondamentale la capacità del soggetto di formulare ipotesi, cogliere i fattori rilevanti e le relazioni tra di essi.
3. La capacità di pianificare ed eseguire, anche attraverso l'elaborazione di un piano articolato in obiettivi ed in sotto-obiettivi e dei relativi passaggi.
4. Il monitoraggio e la riflessione: l'errore è un fattore decisivo di acquisizione costruzione di conoscenza, di messa a punto delle strategie adottate.
Delineato il quadro di riferimento, quali sono le evidenze più significative che derivano dal rapporto?
La tabella Va del rapporto offre un'istantanea dei risultati già significativa e ricca di informazioni.
Ai livelli più alti della scala si pongono gli studenti quindicenni dei paesi asiatici. Singapore, al top, ha una media di 562 a fronte della media Ocse di 500; gli studenti con basse prestazioni (sotto il livello 2) rappresentano solo l'8% (la media Ocse è del 21,4%, risultati migliori li consegue solo la Corea), quelli con alte prestazioni (livelli 5 e 6) sono il 29,3% (a fronte di una media Ocse dell'11,4%).



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