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SCUOLA/ Studenti italiani bravi a risolvere i problemi, ma non grazie al pc

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A livello di paesi Ocse, complessivamente considerati, anche per le competenze in problem solving, come per le altre literacy, è indubbiamente preoccupante il dato medio sugli studenti con scarse capacità, dal momento che 1 su 5 non raggiunge il livello 2 di competenza.
Come ampliamente evidenziato anche dalla stampa, l'Italia si è posta ad un livello inaspettatamente elevato, al di sopra della media Ocse (510 punti), al 15° posto, davanti a Germania e Stati Uniti.
Alta, in Italia, è la differenza di genere, con prestazioni dei maschi significativamente superiori (18 punti) rispetto a quello delle femmine.
Migliore rispetto alla media Ocse è il risultato italiano sui "low performer", mentre il dato sugli studenti più bravi (livelli 5 e 6 della scala) si pone in linea con i paesi di area Ocse. Al livello più alto, in particolare, il livello 6, l'Italia presenta una percentuale statisticamente non superiore a quella dei paesi partner.
Altro aspetto significativo che riguarda il nostro paese è la performance nettamente più alta degli studenti italiani sul problem solving rispetto ai risultati attesi degli stessi studenti in matematica: gli italiani, su questo fronte, realizzano, mediamente, 10 punti in più. Questo dato, che merita di essere ulteriormente approfondito, è stato univocamente interpretato come ulteriore prova dell'incapacità del sistema scolastico italiano di adottare strategie didattiche efficaci per sfruttare al meglio le potenzialità di nostri studenti nell'apprendimento delle discipline scolastiche.
Un altro aspetto positivo che caratterizza la situazione italiana ha a che fare con l'influenza della condizioni sociali, culturali ed economiche della famiglia di provenienza sulle performance che, per il problem solving, incidono nettamente meno che per la matematica, le scienze o la lettura.
Su questo risultato l'Italia in Europa è preceduta solo dall'Estonia e dalla Norvegia ed è l'ottava al mondo.
Tecnicamente si può dire che sulla capacità di affrontare e risolvere problemi gli studenti italiani sono più resilienti rispetto a molti altri partner, hanno cioè la capacità di emergere nonostante le condizioni di provenienza della famiglia. Su questo, però, fanno eccezione gli studenti immigrati le cui performance sono nettamente inferiori a quelle attese: peggio di noi fanno solo quattro nazioni.
Un altro dato che offre spunti di riflessione è quello che riguarda l'uso delle tecnologie informatiche. L'utilizzo di computer a casa incide positivamente sulle prestazioni degli studenti (anche al netto delle variabili socio-economiche); statisticamente irrilevante è, invece, l'utilizzo del computer a scuola. Se ne può concludere che non è lo strumento in sé che può rendere efficace o meno la scuola, ma il modo in cui viene utilizzato ed integrato all'interno delle strategie didattiche.



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