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SCUOLA/ La lettera: come si può educare alla legalità senza insegnare le leggi?

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Lele Mora in aula (Infophoto)  Lele Mora in aula (Infophoto)

Perché il rischio dell'approccio suggerito dalla Zamboli è che servano una serie di testimonianze (del sopravvissuto ad un delitto di mafia, del reduce da un incidente stradale causato dall'imprudenza, del politico che si ritira perché deluso dal lavoro nelle istituzioni, del netturbino che racconta dell'immondizia lasciata fuori dal cassonetto, del vigile urbano che sequestra lo stabilimento balneare costruito prima del  termine della concessione amministrativa, della preside  che verifica che le macchine parcheggiate fuori posto davanti alla scuola hanno impedito l'intervento salvavita dell'ambulanza) per provare a dare un'idea della sistematicità delle norme che garantiscono (o dovrebbero garantire) la convivenza sociale.

Gli esempi non sono inventati o esemplificativi ma sono tratti dalle pagine assai recenti dei quotidiani nazionali e mi sono limitato nel numero di riferimenti perché già questi bastano a supportare la mia obiezione principale alla tesi della preside Zamboli.

C'è poi un altro punto di difficoltà ed è quello della dinamica che dovrebbe governare la "didattica della testimonianza" così come raccontata ed ipotizzata nell'articolo.

Il quesito è: testimonianze raccolte grazie alla buona volontà di quale docente?

Quello sensibile? Quello che ne trarrebbe spunto per le sue lezioni? Quello che magari le ritiene un valido strumento?

Insomma chi si farebbe carico di costruire la trama delle regole da rispettare?

I teorici (compreso qualche autorevole collaboratore di questo giornale) della "educazione alla legalità senza le leggi" ipotizzano che sia compito di ciascun buon docente disciplinare, a prescindere dalla materia insegnata, farsi carico di costruire la trama e la Zamboli sembra aderire, attraverso anche una serie di interrogativi retorici, a questa linea di pensiero.

Non vorrei fare il provocatore ma alzi la mano chi conosce un caso di docente di Chimica, di Educazione fisica, di Elettrotecnica, di Matematica, di Storia dell'arte, persino di Geografia economica (ho citato alla rinfusa ripercorrendo tutte le varie tipologie di istituto in cui ho insegnato e i colleghi che ho intercettato) che, almeno per una volta nella sua esperienza didattica, si sia fatto tentare da quello che Risè nel suo articolo definiva "il parlare molto di legge".

E se l'obiezione fosse che sono stato io ad essere stato molto sfortunato ad incontrare colleghi che ignorano, nella quasi totalità dei casi, persino cosa sia il "bicameralismo perfetto", per restare ad un tema di strettissima attualità, consiglio di ritrovare in Rete i risultati delle indagini fatte qualche anno fa dalla Regione Piemonte sulle conoscenze giuridiche  degli studenti delle superiori ed una ancor più recente ricerca di Proteo Fare Sapere sulle conoscenze degli studenti italiani del Diritto costituzionale improvvidamente citato proprio dalla Zamboli nel suo articolo.



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COMMENTI
22/07/2014 - Cittadinanza e Costituzione (sina ezio)

Concordo in pieno con quanto sostiene Franco Labella quando si riferisce alla sciagurata interpretazione generalista che ha di fatto svilito la natura stessa di "Cittadinanza e Costituzione". Credo che a nessuno possa venire in mente di affidare la docenza di discipline sanitarie a qualcuno che non dimostri in modo chiaro e documentato di possedere specifiche conoscenze e competenze professionali certificate da studi accademici e abilitazioni professionali. Perché dunque affidare una Disciplina che basa la sua essenza ed identità su un documento giuridico, la Costituzione, a insegnanti che non dispongono delle necessarie conoscenze, competenze, certificazioni in materia? A meno che si dichiari apertamente che ci sta a cuore formare buoni medici, un poco meno invece formare buoni cittadini.

 
11/04/2014 - Quando la realtà supera la fantasia.... (Franco Labella)

No,ovviamente ho il buon gusto di non scrivere un commento ma piuttosto ho piuttosto la necessità di una integrazione a quanto ho appena scritto nell'articolo. Dopo aver scritto di Costituzione ignorata anche da soggetti di media istruzione, manco il tempo di scrivere di carenze che si sedimentano ad ogni livello e trovo questo: " Secondo il giudice di Grosseto il matrimonio omosessuale non è contrario alla legislatura italiana all’interno della quale non esisterebbe un divieto esplicito a questo tipo di unione …" Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/10/via_libera_dal_tribunale_di_grosseto_a_nozze_gay_su_registro_civile./it1-789608 del sito Radio Vaticana Legislatura? La durata in vita del Parlamento confusa con il complesso delle norme e cioè la legislazione? Se ci fossero i test d'ingresso alla carriera giornalistica il redattore sarebbe stato sicuramente bocciato perché un lapsus relativo all'abc è inammissibile. Ed il florilegio potrebbe continuare a 360 gradi… Ancora convinti che, ai fini dell'individuazione di un core curriculum, studiare il Diritto non serva anche solo a scrivere correttamente in italiano? Ministro Giannini, di "Scelta civica", perché non ci illumina con la sua opinione?