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SCUOLA/ La lettera: come si può educare alla legalità senza insegnare le leggi?

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Lele Mora in aula (Infophoto)  Lele Mora in aula (Infophoto)

Non vorrei poi infierire sulla casta dei politici (infierire è lo sport nazionale non solo "grillino" che tento di contrastare nelle mie lezioni di docente di Diritto) ma non più tardi di tre sere fa mi è capitato di ascoltare in tv un noto esponente dell'entourage del presidente del Consiglio parlare a proposito della revisione costituzionale, di "doppio voto delle Camere a distanza di sei mesi" quando dovrebbe essere notorio (almeno per i miei studenti) che i mesi sono "almeno tre". 

Si sedimentano, cioè, a vari livelli, deficit di conoscenze necessarie almeno a comprendere la realtà istituzionale più prossima al comune cittadino.

Cosa c'entra questo con le tesi espresse nell'articolo stupidamente (non s'offenda il titolista del sussidiario ma stavolta è stato davvero infelice) intitolato all'ipocrisia delle norme?

C'entra perché se vogliamo restare nel quadro europeo delle competenze di cittadinanza è evidente che tali competenze non possono essere basate su conoscenze episodiche, puntiformi o, peggio ancora, caratterizzate da una prevedibile discontinuità o addirittura presenza a macchia di leopardo nelle diverse realtà scolastiche.

Insomma, anche se è stato persino teorizzato, qualche anno fa, negli ambienti ministeriali, il "federalismo delle conoscenze giuridiche" non può arrivare al punto di immaginare che in alcune scuole, in alcune realtà regionali, il discorso sulle regole si avvii e si sviluppi mentre è accettato il principio che laddove gli studenti siano stati sfortunati essi si arrangiano e rinunciano ad acquisire le competenze di cittadinanza.

Segnalo poi un altro aspetto paradossale frutto della confusione generata dall'introduzione della disciplina-fantasma Cittadinanza e Costituzione: la disciplina non esiste né come monte-ore né come valutazione ma le scuole vengono inondate (me ne sono giunte finora da settembre ad oggi 18) di circolari relativi alle iniziative più fantasiose di soggetti esterni alla scuola che sono i più vari (per carità di patria evito di citare analiticamente tutti i soggetti che, a vario titolo, vogliono "piazzare" qualche "prodotto" nelle scuole) e che hanno come denominatore comune solo le paroline magiche di "Cittadinanza e Costituzione".

Un mosaico  di stimoli, di testimonianze, di percorsi spesso confusi e che se fossero seguiti tutti genererebbero una gran confusione e nessuna visione organica da parte degli studenti sul perché delle regole.

Non vorrei scrivere per aneddoti, anche se la tentazione di imitare Zamboli è forte, ma giusto per provare a raccontare cosa intendo quando parlo di mancanza della trama sistematica delle regole mi è capitato tre mesi fa di accompagnare i miei studenti ad una iniziativa in un altro istituto molto coinvolgente e basata anche su testimonianze dirette relativa ai totalitarismi ed alla Shoah.



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COMMENTI
22/07/2014 - Cittadinanza e Costituzione (sina ezio)

Concordo in pieno con quanto sostiene Franco Labella quando si riferisce alla sciagurata interpretazione generalista che ha di fatto svilito la natura stessa di "Cittadinanza e Costituzione". Credo che a nessuno possa venire in mente di affidare la docenza di discipline sanitarie a qualcuno che non dimostri in modo chiaro e documentato di possedere specifiche conoscenze e competenze professionali certificate da studi accademici e abilitazioni professionali. Perché dunque affidare una Disciplina che basa la sua essenza ed identità su un documento giuridico, la Costituzione, a insegnanti che non dispongono delle necessarie conoscenze, competenze, certificazioni in materia? A meno che si dichiari apertamente che ci sta a cuore formare buoni medici, un poco meno invece formare buoni cittadini.

 
11/04/2014 - Quando la realtà supera la fantasia.... (Franco Labella)

No,ovviamente ho il buon gusto di non scrivere un commento ma piuttosto ho piuttosto la necessità di una integrazione a quanto ho appena scritto nell'articolo. Dopo aver scritto di Costituzione ignorata anche da soggetti di media istruzione, manco il tempo di scrivere di carenze che si sedimentano ad ogni livello e trovo questo: " Secondo il giudice di Grosseto il matrimonio omosessuale non è contrario alla legislatura italiana all’interno della quale non esisterebbe un divieto esplicito a questo tipo di unione …" Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/04/10/via_libera_dal_tribunale_di_grosseto_a_nozze_gay_su_registro_civile./it1-789608 del sito Radio Vaticana Legislatura? La durata in vita del Parlamento confusa con il complesso delle norme e cioè la legislazione? Se ci fossero i test d'ingresso alla carriera giornalistica il redattore sarebbe stato sicuramente bocciato perché un lapsus relativo all'abc è inammissibile. Ed il florilegio potrebbe continuare a 360 gradi… Ancora convinti che, ai fini dell'individuazione di un core curriculum, studiare il Diritto non serva anche solo a scrivere correttamente in italiano? Ministro Giannini, di "Scelta civica", perché non ci illumina con la sua opinione?