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SCUOLA/ Papa Francesco: non lasciamoci rubare l'amore per la scuola

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In questo modo, Francesco indica anche come la Chiesa deve stare all'interno delle sfera pubblica. Non si  tratta di essere "contro", ha detto all'inizio del suo intervento il Papa. "Siamo qui piuttosto per fare festa, per festeggiare la scuola".

Dunque, è proprio così che si deve fare. Davanti a un mondo tante volte smarrito, non si tratta di mettersi in contrapposizione. Né di difendere degli interessi. Si tratta, invece, di impegnarsi per recuperare tutti insieme quella profondità e quel senso − la sapienza − che rischiano sempre di andare perduti. Non come se la chiesa fosse esente dalle fatiche dell'uomo contemporaneo. Ma cercando, piuttosto, di interpretarne, illuminata dalla fede, le ansie profonde e gli interdetti più  rimossi. Affinché tutti insieme si possa fare un passo in avanti, verso una umanità più piena.

Una Chiesa che, per far questo, deve aspirare a farsi pozzo di sapienza e anfora di testimonianza.  Una Chiesa, insomma, coraggiosa e appassionata, amorevole, che sa camminare con il  popolo.

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COMMENTI
11/05/2014 - Tra il dire e il fare (enrico maranzana)

La professionalità è l’espressione dell’amore per la scuola. Il vero, il bene e il bello sono i traguardi? Allora il professionista, dopo aver identificato gli obiettivi che realizzano la finalità, analizzerà il sistema di regole in cui l’istituzione è immersa per soppesarne la coerenza. La VERITA’ è da ricercare: le occasioni di apprendimento che la scuola offrirà ai giovani li immergeranno in situazione idonee alla promozione della loro razionalità. Il BENE lo si proporrà con l’esempio e lo si coltiverà temprando la volontà degli studenti. Il “sentire” è la via maestra, non verbale, verso il BELLO. Se leggiamo l’art. 2 della legge 53/2003 possiamo rilevare come l’introduzione del concetto di SISTEMA implichi l’unitarietà della progettazione educativa e ne valorizzi le sinergie “perché non si possono separare le diverse espressioni dell’esperienza umana”. Costateremo come il VERO e il BENE siano il fondamento delle disposizioni espresse alle lettera a) e b). Per cui, vista la scuola in atto, si può asserire che per "non lasciarsi rubare l’amore per la scuola" non ci si può fermare alla sola dichiarazione: si deve procedere con coraggio, identificare i detrattori, abbattere le barricate che ne impediscono l’espressione.