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SCUOLA/ Medicina, Pas, Tfa, di quiz si nasce o si muore?

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Nino Frassica ai tempi di "Indietro tutta" (1987) (Immagine d'archivio)  Nino Frassica ai tempi di "Indietro tutta" (1987) (Immagine d'archivio)

Mettiamo un po' di ordine andando indietro tutta…

A maggio 2011 esce il bando per il Tfa, la cui fantasmagorica partenza era nell'aria già da un paio di anni. Quasi nelle atmosfere evocate da "Aspettando Godot".

Il corso di durata annuale prevede subito, assieme a lezioni di didattica, un'attività di tirocinio da svolgere direttamente tra i banchi di scuola, insieme ad alcuni professori-tutor disponibili a seguire le "nuove" leve. Nuove forse, ma molti più non giovani, temprati e forgiati da anni dietro la cattedra, ma da non-abilitati, per supplenze brevi e sostituzioni di malattie. 

A iscriversi ai test di ammissioni (quizzoni) sono in moltissimi, malgrado le great exspectations − per alludere a un romanzo di Dickens che molti politici dovrebbero leggere − siano alte ma mal riposte, per l'esiguo numero dei posti messi in palio. Inoltre affrontare il quizzone costa dai 100 ai 150 euro per ogni singola classe di concorso. 

Se si superano i test, il Tfa costerà tra i 2500 e i 3mila euro. Ma per poter essere arruolati tra i dipendenti del Miur i "tieffini", a differenza dei "sissini", dovranno affrontare un concorso!

Vediamo il format del test/quizzone ideato dal Miur per l'accesso ai giovani docenti: un quiz a crocette sulle materie della classe di concorso prescelta; uno scritto; un orale. 

Mentre queste ultime due prove sono di competenza delle singole università che gestiscono i corsi, come accadeva per il test di ingresso delle Ssis, il Miur ha assoldato fior fiore di accademici italiani per redarre il quizzone per ogni disciplina e classe di concorso, formato da 60 domande (di cui occorre "azzeccarne" almeno 42), uguale per tutta Italia. 

Si scatena, nel democraticissimo sistema della rete, la caciara e lo sdegno degli aspiranti tieffini:  vengono segnalate domande errate, ambiguità, illeciti nella somministrazione dei test, items uguali presenti in quiz diversi, domande scopiazzate dalle vecchie prove per la Ssis, quesiti su argomenti che non ci azzeccano nulla coi programmi scolastici, domande con più possibilità di risposte corrette, definizioni prese da Wikipedia. Un guazzabuglio di elenfatiasi borbonico-baronale e di pressappochismo all'italiana, da far rabbrividire e pensare: ov'ei precipitando il tutto oblia.

Mi soffermo alla sola classe A051, cioè alla classe di abilitazione che riguarda i futuri insegnanti di italiano, latino, geostoria (una trovata della riforma Gelmini che ha cancellato lo studio della  geografia dalle scuole superiori: in pratica ora nel biennio del liceo si insegna "geostoria", con le stesse ore settimanali che spettavano alla sola storia). Nel quizzone della A051 si chiede ai candidati i confini del Mali (confina col Niger o con la Nigeria?); Qualcosa era successo di Buzzati diventa Qualcosa era accaduto; si confondono tra loro monologo interiore e flusso di coscienza…



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