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SCUOLA/ Libri fai-da-te, perché le paritarie sono fuori?

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Un libro digitale di inglese prodotto da un docente/classe di un Classico statale a Palermo, una volta validato, sarebbe a disposizione anche del docente di una paritaria di Milano, e quindi i suddetti genitori milanes potrebbero risparmiare qualcosa sui libri di testo, visto che le tasse le pagano due volte, una allo Stato come contribuenti, ed una alla  scuola (e senza poterle detrarre come fanno per quelle del cane e del gatto di casa?)

Che sia per questo, per punire una libera scelta, che in questo caso, ma non solo in questo, le paritarie debbono restar fuori da processo e prodotto? 



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COMMENTI
17/05/2014 - I testi sono una cosa seria (Luigi PATRINI)

Ai tempi in cui insegnavo, 20-30 anni fa, c'era uno spreco enorme di libri di testo dati in saggio gratuito ai docenti perché li adottassero. I costi gravavano, evidentemente, sul prezzo di copertina pagato dalle famiglie. Quanti sprechi! Ma i testi sono una cosa seria. Non è pensabile che a scuola, con il lavoro di pur bravi docenti e la collaborazione di pur validi alunni, si possa sostituire la ricchezza di contenuti che un buon testo può proporre. Un buon manuale affronta molte più tematiche di quante ne possa fornire una dispensa, pur fatta con serietà. E' come paragonare una tesi di laurea con un serio manuale: la tesi approfondisce un argomento specifico e circoscritto, un manuale offre un panorama più ricco e - se l'editrice è seria - offre molte più garanzie di scientificità. Dietro questa questione mi pare ci sia una grossa speculazione retorica, che finirà col ritorcersi sulle classi sociali più povere e meno dotate di mezzi.