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EDUCAZIONE/ Il ministro Giannini: mandare i figli a scuola un anno prima

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Abbreviare la durata della scuola media superiore. Lo sostiene il ministro dell'educazione Stefania Giannini che ha dichiarato che lo strumento migliore non è una scuola superiore che duri solo quattro anni invece di cinque ma invece accorciare la durata degli studi mandando i figli a scuola un anno prima, cioè a 5 anni di età invece di 6. Il tutto con una scuola dell'infanzia che duri solo due anni, come, ha aggiunto, succede già in altre nazioni.



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COMMENTI
24/05/2014 - E continuano a sbagliare (chiara gentili)

Ecco la nuova trovata per risparmiare soldi: abbreviare il percorso scolastico di un anno. Inizialmente avevano pensato di "accorciare" la scuola secondaria di secondo grado, ora stanno ideando di anticipare la primaria a cinque anni, senza consultare (ancora una volta), per un semplice parere, chi la scuola la vive dal di dentro, cioè gli insegnanti. L'"ideona", secondo il mio personale, modesto parere di docente, è alquanto sbagliata. E' pur vero che l'attuale generazione di bambini è ricca di stimoli e conoscenze di ogni tipo, ma non ha la maturità necessaria per avviare un percorso che comporta molto impegno e fatica perchè TANTISSIME, rispetto a un tempo, sono le competenze che vengono richieste. Tale riflessione nasce dalla conoscenza diretta degli alunni di sei anni. I seienni di oggi, SPESSISSIMO, entrano in prima elementare con una serie di problemi di ordine psicologico dovuti principalmente ai cattivi rapporti che intercorrono tra i genitori, genitori che frequentemente, anche per sensi di colpa e per inadeguatezza educativa, tendono a viziarli, a permettergi qualsiasi cosa, ostacolando la loro crescita comportamentale. La gran parte dei bambini di oggi sa maneggiare abilmente strumenti tecnologici, forse meglio di un adulto, ma poi molti di loro sono estremamente fragili dal punto di vista emozionale e non sanno sostenere lo sforzo attentivo e di impegno generale che è richiesto dalla scuola. Dunque...NO all'anticipo a cinque anni.