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SCUOLA/ Iniziare a 5 anni? A tre si può già fare la "Divina Commedia"

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Il ministro Giannini si è detta favorevole a una riforma dei cicli scolastici, che anticipi di un anno l'intero iter istruttivo (in Italia di 13 anni), portando ai 5 anni l'inizio della scolarizzazione e ai 18 il conseguimento del diploma. Ci adegueremmo così, senza dover limitare la scuola superiore a un quadriennio, alla metà circa dei Paesi europei, sebbene permanga ai 19 anni la conclusione dell'iter in Scozia (istituti professionali), Germania (liceo e alcune scuole professionali), Polonia, Danimarca, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia e Svezia, dove però il percorso è di 12 anni, perché l'obbligo inizia ai 7.

È davvero utile anticipare la scolarizzazione ai 5 anni, come avviene in Inghilterra, Francia, Olanda, Malta e oltreoceano in India e Australia? Come possono alcuni Paesi come Brasile e Cuba anticiparla addirittura ai 4? E sarebbe una scelta in contrasto con quella che la posticipa ai 7, come avviene in Finlandia, Norvegia, Danimarca, Liechtenstein, Svizzera, San Marino, Estonia, Lettonia, Bosnia, Serbia e oltreoceano in Sudafrica?

Vediamo allora che cosa l'essere umano è capace di imparare entro i 7 anni, e sulla base di questo rispondere agli interrogativi posti da una riforma dei cicli, così come attuabile in Italia.

Un bambino può imparare con naturalezza (al di fuori di un programma di letto-scrittura) a leggere e a scrivere già a 4 anni. Un bambino italiano di 3 anni, che fino a quel momento abbia parlato solo la lingua italiana, nel momento in cui iniziasse a frequentare la scuola dell'infanzia negli Stati Uniti, dopo due settimane circa parlerebbe con naturalezza (senza che nessuno glie ne insegni la grammatica) anche l'inglese. I bambini comprendono perfettamente gli elementi pre-musicali come il suono e il ritmo, e quelli musicali come la melodia e l'armonia, ad esempio l'altezza del suono come frequenza e andamento sonoro o le caratteristiche di plasticità, rapidità, agogica e dinamica del ritmo, ecc. Allo stesso modo qualsiasi bambino è capace di sviluppare i fondamenti della concettualità scientifica attraverso schemi preconcettuali universali, che gli derivano dall'esperienza ch'egli fa del mondo attraverso il proprio corpo; strumenti di pensiero elementari che nulla hanno da invidiare agli strumenti concettuali della scienza, perché la differenza consiste unicamente nella loro successiva formalizzazione e sistematizzazione.

Una bambina di 3 anni è capace di ascoltare il racconto della Commedia dantesca ed esserne non a caso molto interessata. Quella stessa bambina a due anni citava a memoria interi paragrafi di Biancaneve nel testo originale dei fratelli Grimm.



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COMMENTI
23/05/2014 - E il Miur? (Valentina Timillero)

Splendido articolo che apre nuove prospettive, finalmente una voce fuori dal coro, al Miur devono leggerlo, soprattutto nei "cantieri" istituiti dalla Giannini, i pensatoi che dovrebbero partorire riforme, organizzazione e novità.

 
23/05/2014 - anticipare? (Umberto Cattabrini)

Interessante l'articolo e il problema che il Ministro pone di far anticipare di un anno il percorso scolastico per non diminuire i 13 anni del corso tradizionale. Interessante il problema ma non la soluzione, perché pur parlando di "scuola" si ignora che anche quella dell'infanzia è scuola a tutto tondo e, sul piano pedagogico, è forse il livello scolare con il più elevato livello di qualità. Se poi si vuole identificare l'inizio della scolarità con il leggere, scrivere e far di conto si rischia di negare quanto Manuela Cervi ci dice molto bene nel suo articolo che i bambini, anche molto piccoli, osservano e indagano il mondo a livelli che solo da pochi anni abbiamo studiato e - in parte - compreso. La meraviglia di fronte al nuovo, la curiosità sempre accesa, l'esplorazione, il provare, il gioco sono i punti di forza di strategie didattiche che fanno parte di quel percorso scolastico 0-6 che parte dal nido fino alla scuola dell'infanzia. Trovo azzardato, anche se efficace sul piano della comunicazione, l'idea che sia interessante e utile leggere la Divina Commedia a 3 anni. Quello che il Ministro potrebbe fare è quello di inserire il ciclo 3-6 anni nella scuola obbligatoria, aggiornando magari qualche passaggio delle indicazioni nazionali. Questo permetterebbe di guardare al "liceo" e istituti superiori con un'ottica nuova: far diventare l'ultimo anno della scuola secondaria in un anno di approfondimenti e/o specializzazione verso l'Università o le professioni.