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SCUOLA/ Com'è difficile studiare quando papà e mamma si dividono

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Ripenso, però, alla commozione che provai nel leggere il tema di una mia studente. Non ricordo il titolo preciso che avevo proposto, ma l'argomento era proprio la famiglia. Mi ritrovai davanti alla confessione a cuore aperto di una figlia di divorziati.

Quando papà e mamma si erano divisi, tutti intorno facevano a gara a consolarla: in fondo ci sono tanti altri nella tua condizione... cerca di vedere il lato positivo della cosa: puoi ottenere di più dai tuoi genitori... (praticamente un invito al ricatto). Insomma, dai, non è così male. Si vive bene lo stesso! Magari conoscerai la ragazza di tuo padre che sarà anche simpatica, o il compagno di tua madre, un tipo fico e sportivo... Magari ti ritrovi in casa un mammo-tata, alla Mrs. Doubtfire, sai che risate! La famiglia allargata può avere i suoi vantaggi, no?

Ma lei no, lei non ci stava, lei non voleva essere ingannata. Lei aveva sofferto, e tutte le giustificazioni di questo mondo erano soltanto dei mezzucci per prenderla in giro. Quel tema era davvero commovente. Avrebbe potuto tranquillamente essere intitolato: "Papà e mamma, il divorzio è una porcata. Tornate insieme, per favore!".

Quanti ragazzi griderebbero così? Quanti ragazzi hanno perso il vero interesse alla vita per il dolore che hanno provato? In quanti casi l'insuccesso scolastico è solo la punta dell'iceberg?

Dovremmo parlarne di più, dovremmo sollevare quella pesante cortina di silenzio che abbiamo calato su uno dei più grandi tabù contemporanei. L'innocenza violata reclama almeno una voce, reclama i propri diritti. Chiede che gli adulti si prendano carico della sua attesa di felicità, invece di proporre delle menzogne, dei palliativi, delle impossibili "elaborazioni del lutto".

Invece di dire che "tutto va bene", che ci possono essere tanti tipi di famiglie, bisognerebbe dire la verità e cioè che la cosa più bella, più efficace, più produttiva, perfino, è una famiglia unita, sono due genitori che si sforzano di condividere un'impostazione educativa. Per il bene dei figli che hanno messo al mondo e che vengono prima dei loro problemi affettivi.

Dire la verità, chiamare bene il bene e male il male. Comprendere, farsi alleati, compagni. È il minimo che si può fare, per rispettare il dolore di un ragazzo e per aiutarlo a rimettersi in moto.



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COMMENTI
27/05/2014 - Grazie, Gianluca (Francesco Giuseppe Pianori)

Parole sante, caro amico! Diciamo "pane al pane e vino al vino"! Grazie, Gianluca. Cecco