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SCUOLA/ Neet e dispersione, la risposta del Trentino

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Quindi, anche in Trentino si pone la necessità oltre che l'opportunità di potenziare gli interventi di politica scolastica mirati a ridurre le disuguaglianze di  istruzione. Di fondamentale importanza appare la promozione di un orientamento non solo informativo ma soprattutto formativo che garantisca agli studenti e alle loro famiglie strumenti più efficaci nel passaggio dal primo al secondo grado del sistema scolastico, favorendo scelte più consapevoli che con molta probabilità potrebbero concorrere a ridurre alcuni meccanismi di disuguaglianza. 

Altrettanto importante appare la normalizzazione di apposite misure di sostegno nella scelta del percorso formativo, sia in termini economici che di orientamento, degli studenti più svantaggiati dalle risorse del contesto sociale e della famiglia di origine. 

Un'ultima riflessione riguarda la stessa struttura del sistema scolastico e la sua canalizzazione precoce, che altrimenti ripensati potrebbero innescare mutamenti virtuosi in ordine all'equità attenuando il ruolo delle condizioni socio-economiche familiari nelle scelte formative (Brunello e Checchi 2007). La soluzione trentina di rendere il primo biennio dell'istruzione secondaria abbastanza omogeneo tra i vari istituti e addirittura uguale nell'istruzione tecnica è una prima risposta concreta che va nella direzione giusta, permettendo agli studenti una certa mobilità indolore tra le diverse proposte formative. Agli stessi obiettivi è riconducibile l'altra scelta trentina di circoscrivere l'istruzione professionale a limitate realtà territoriali e invece di sostenere una specifica formazione professionale di competenza provinciale orientata verso professioni legate alle vocazioni dello sviluppo territoriale. 

Infine, va evidenziata una scelta importante della Giunta provinciale che ha individuato quale asse fondamentale della società del sapere e dell'innovazione lo sviluppo nella popolazione trentina della conoscenza delle lingue straniere, che deve realizzarsi attraverso un "Piano straordinario di legislatura per l'apprendimento delle lingue comunitarie − Trentino Trilingue" che coinvolga il sistema scolastico e che si integri con altre azioni, anche per gli adulti, sui settori della cultura, del turismo e dell'informazione. In quest'ottica, la conoscenza delle lingue straniere assume un ruolo fondamentale, sempre più di valenza internazionale: tante e nuove saranno le opportunità di occupazione e di applicazione delle lingue nei vari settori, dalla moda al turismo, alla sanità, alla cultura con figure professionali in continua evoluzione.

Un disegno importante che rappresenta la piena consapevolezza delle criticità del sistema scolastico ma anche una chiara visione delle strategie. I risultati si potranno percepire fra qualche anno, dopo i necessari processi di adeguamento da parte delle istituzioni scolastiche e formative e soprattutto se i processi politici saranno sostenuti dalla continuità decisionale e dai conseguenti investimenti finalizzati in modo da attivare le necessarie alleanze e sinergie tra i soggetti interessati.



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COMMENTI
31/05/2014 - Una visione parziale, inefficace (enrico maranzana)

“Le cause prevalenti di dispersione dei soggetti a rischio sono in ordine crescente: interruzione del percorso, trasferimenti, ripetenze, promozione con carenze formative”: osservazione fondata sulle caratteristiche personali degli studenti in difficoltà. Rimando in rete a “All’origine della dispersione scolastica”, che affronta il problema da un’angolatura insolita, per un ampliamento del campo d’analisi e che non scherma i responsabili dell’erogazione del servizio. Nello scritto è presente un mini percorso didattico che apre una via per contrastare la mortalità scolastica.

RISPOSTA:

Il contributo rappresenta una riflessione su alcune evidenze rappresentate dal quinto rapporto biennale "giovani trentini 2013" e di proposito si sofferma sulle caratteristiche personali (ascrittive) degli studenti in difficoltà che purtroppo, neppure il virtuoso sistema scolastico trentino, riesce sempre a colmare. Non mi pare che "il campo di analisi scherma i responsabili del servizio", al contrario risultano individuate almeno tre criticità: l'orientamento formativo (innovazione didattica), le misure di sostegno nelle scelte dei percorsi, la struttura stessa del sistema scolastico. Meritori i percorsi didattici innovativi di tutte le scuole nell'ambito dell'autonomia didattica, di ricerca e sperimentazione (DPR 275/99 artt. 4,6). Tuttavia non si può ignorare quanto ampiamente documentato dalla letteratura che l'apprendimento avviene prevalentemente in contesti informali piuttosto che formali e, perciò il sistema scolastico deve assumere maggiore consapevolezza non potendosi permettere "errori". Il Trentino qualche visione strategica sembra averla disegnata. GS