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SCUOLA/ Il caso (e il caos) del Cnpi tiene in scacco la Giannini e i prof

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Molte: dai concorsi ordinari per docenti e dirigenti scolastici alla valutazione dei titoli di accesso alle graduatorie (come ad es. la modifica delle classi di concorso per l'insegnamento), dal calendario scolastico nazionale ai programmi di formazione e verifica finale dei corsi per il conseguimento dell'abilitazione (Tfa e Pas compresi); per non parlare poi di riforme ordinamentali e di valutazione degli alunni, come espressamente richiesto all'art. 8 del DPR n. 275/1999 (Regolamento dell'autonomia), e di tutte le sperimentazioni a carattere ordinamentale, ex-art. 11 dello stesso decreto.

Il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato ora hanno messo con le spalle al muro ministero e ministro. La sentenza pronunciata dal Tar nell'ottobre scorso accoglieva il ricorso presentato dalla Flc-Cgil riconoscendo l'inerzia del Miur e ordinava al ministro pro-tempore di emanare, entro 60 giorni, l'ordinanza per le elezioni del Cspi; in caso di inadempienza, sarebbe stato attivato un Commissario ad acta con altri 60 giorni a disposizione. Il ricorso, subito presentato dal Miur al Consiglio di Stato, è stato respinto a fine febbraio, con la conferma dell'inadempienza del ministero. Sono armai trascorsi più di sei mesi dalla sentenza del Tar e non è ancora stato fatto nulla.

Intanto, le conseguenze di questa situazione di stallo si sono già fatte sentire. Lo stesso Consiglio di Stato, il 6 marzo scorso, ha sospeso il proprio parere sullo schema di decreto che modifica il DM n. 81/2013 nella parte riguardante i Pas (dove si riconosce utile anche il servizio prestato nell'a.s. 2012/13 e si estendono i corsi all'a.a. 2015/16) e i prossimi Tfa (istituzione della graduatoria unica nazionale per l'ammissione ai corsi); motivazione: «l'assenza dei pareri, non marginali, di organismi quali il CNAM e il CNPI, …dovuta alla mancata ricostituzione (o quanto meno proroga) di entrambi gli organismi». Il parere potrà essere dato dal Consiglio di Stato solo dopo... «la ricostituzione di entrambi i soggetti» e l'espressione dei rispettivi pareri. 

È questo il vero motivo dei ritardi nell'avvio del secondo ciclo di Tfa, il cui bando – aveva assicurato il Miur a gennaio – sarebbe stato emanato entro il mese successivo. Nuovi Tfa e Pas a rischio, quindi, ma non solo questi; infatti, anche le sperimentazioni nazionali come quella dei licei quadriennali, adottate senza lo specifico parere previsto dal DPR n. 275/99, e tutta la normativa pregressa del 2013 per la quale è prescritto il parere del Cnpi. 

Ora il ministro Giannini è proprio alle strette: deve trovare una soluzione rapida se vuole dare seguito alle promesse fatte ed evitare un altro mare di contenziosi. 

Le vie che il Miur sembra intenzionato a percorrere sono sostanzialmente due. 



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COMMENTI
05/05/2014 - Che c'azzecca? (Franco Labella)

Dev'essere lo zeitgeist ispirato da Renzi ma vorrei chiedere con forza al preside Pellegatta cosa c'azzecca lo strapotere sindacale con l'approssimazione ministeriale. Ferrario ricorda nell'incipit che dalla Gelmini in poi (lui non lo scrive ma lo preciso io) è stata un'ecatombe di pronunzie di Tar e Consiglio di Stato su questioni anche essenziali. Qualcuno ricorda ad esempio la mancata determinazione degli organici di epoca gelminiana o la perla delle riduzioni d'orario anche sulle classi di vecchio ordinamento? Sanzionate con altrettante sentenze ma rimaste senza esito concreto. Giusto per esemplificare ma il panorama è piuttosto ampio. Se qualcuno fosse interessato posso fornire un repertorio aggiornato. E sempre a sproposito dello "strapotere" sindacale: perché Pellegatta non s'interroga sul perchè siano stati necessari ricorsi sindacali anzichè almeno azioni in autotutela per evitare pastrocchi e pasticci vari? O devo ricordare anche una circolare di qualche anno fa in cui un D.G. scriveva: "le ultime tre righe della C.M. sono da intendersi come non scritte"? Invece di "straparlare" di strapotere sindacale magari ci si potrebbe interrogare su una azione ministeriale caratterizzata da anni (un decennio almeno) da approssimazione ed estemporaneità. E invece ci si trastulla con i sindacati...

 
05/05/2014 - Non dimentichiamo lo strapotere sindacale ! (ROBERTO PELLEGATTA)

Concordo con tutto quanto riguarda ritardi, contraddizioni e inciampi del Ministero Istruzione. Non dimentichiamo però che sia il vecchio CNPI sia il nuovo Consiglio era e resterà espressione dello strapotere sindacale sulla scuola. Va denunciato anche questo, perché anche con la nuova norma il sindacato (che rappresenta il 15% del personale) mantiene l'esclusiva dei destini del 100%. In questo modo rimane ostacolata da sempre e proibita ogni libertà associativa nella scuola italiana e quindi sempre congelato ogni rinnovamento professionale.