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SCUOLA/ Il caso (e il caos) del Cnpi tiene in scacco la Giannini e i prof

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La prima è l'esecuzione della sentenza del Tar: indire le elezioni del Cspi secondo quanto richiesto dal DM n. 233/99, ricondizionando però la componente elettiva che lo lega ad organi collegiali territoriali non più ricostituibili a causa del nuovo Titolo V. La seconda, sicuramente più spicciativa, è quella di varare una fase transitoria nella quale le competenze consultive obbligatorie del Cnpi vengano affidate al Forum delle Associazioni professionali; in attesa di una riforma organica degli organi collegiali coerente col nuovo quadro costituzionale. In entrambi i casi occorrono modifiche legislative, che però potrebbero essere facilmente inserite in uno dei dispositivi che riguardano la scuola attualmente all'esame delle Camere. 

Delle due, la seconda è di certo quella più rapida da attuare, ma è anche la più corretta dal punto di vista della materia da trattare. Ha inoltre il pregio di dare finalmente un riconoscimento adeguato alle associazioni professionali, che nel vecchio Cnpi erano marginalizzate dalla supremazia sindacale. 



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COMMENTI
05/05/2014 - Che c'azzecca? (Franco Labella)

Dev'essere lo zeitgeist ispirato da Renzi ma vorrei chiedere con forza al preside Pellegatta cosa c'azzecca lo strapotere sindacale con l'approssimazione ministeriale. Ferrario ricorda nell'incipit che dalla Gelmini in poi (lui non lo scrive ma lo preciso io) è stata un'ecatombe di pronunzie di Tar e Consiglio di Stato su questioni anche essenziali. Qualcuno ricorda ad esempio la mancata determinazione degli organici di epoca gelminiana o la perla delle riduzioni d'orario anche sulle classi di vecchio ordinamento? Sanzionate con altrettante sentenze ma rimaste senza esito concreto. Giusto per esemplificare ma il panorama è piuttosto ampio. Se qualcuno fosse interessato posso fornire un repertorio aggiornato. E sempre a sproposito dello "strapotere" sindacale: perché Pellegatta non s'interroga sul perchè siano stati necessari ricorsi sindacali anzichè almeno azioni in autotutela per evitare pastrocchi e pasticci vari? O devo ricordare anche una circolare di qualche anno fa in cui un D.G. scriveva: "le ultime tre righe della C.M. sono da intendersi come non scritte"? Invece di "straparlare" di strapotere sindacale magari ci si potrebbe interrogare su una azione ministeriale caratterizzata da anni (un decennio almeno) da approssimazione ed estemporaneità. E invece ci si trastulla con i sindacati...

 
05/05/2014 - Non dimentichiamo lo strapotere sindacale ! (ROBERTO PELLEGATTA)

Concordo con tutto quanto riguarda ritardi, contraddizioni e inciampi del Ministero Istruzione. Non dimentichiamo però che sia il vecchio CNPI sia il nuovo Consiglio era e resterà espressione dello strapotere sindacale sulla scuola. Va denunciato anche questo, perché anche con la nuova norma il sindacato (che rappresenta il 15% del personale) mantiene l'esclusiva dei destini del 100%. In questo modo rimane ostacolata da sempre e proibita ogni libertà associativa nella scuola italiana e quindi sempre congelato ogni rinnovamento professionale.