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SCUOLA/ Mons. Galantino (Cei): la parità non basta

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Vedo soprattutto un affievolirsi della capacità di leggere la realtà in maniera non pregiudiziale. L'Italia è il paese della bellezza e della cultura, ma anche quello in cui è più faticoso liberarsi dai pregiudizi. Se una cosa buona viene fatta da uno che la pensa diversamente da me, perde il suo valore?

Qual è il contributo che la scuola paritaria come tale offre alla scuola pubblica, in Italia, oggi?
La stessa possibilità di una scuola paritaria, che va definenendosi e determinandosi a seconda di coloro che sono i soggetti che la promuovono, con la loro storia e la loro identità, è già di per sé segno di opportunità che possono essere date a tutti. 

Lei che cosa chiede allo Stato?
Di vigilare perché la scuola paritaria e la scuola statale favoriscano realmente, in tutti, la crescita dello spirito critico, aiutando gli studenti a fornirsi di quegli strumenti che li rendono capaci di abitare il nostro tempo in maniera critica, libera, bella e costruttiva.

Una delle parole chiave nelle quali la Cei ha racchiuso il messaggio della giornata è "umanesimo". Qual è, sotto questa luce, il compito del singolo educatore?
L'umanesimo è l'insieme di valori che una società o una realtà ritiene fondamentali perché un uomo sia più uomo. Allora chi educa cosa deve fare? Non solo indentificare, chiamare per nome e de-finire questi valori, ma anche offrire gli attrezzi necessari perché questi valori possano essere fatti propri, vissuti, diventare l'anima della vita di una persona, e attraverso di essa, della società.

Ci sono dei potenziali rischi che corre una scuola di ispirazione cattolica?
Sì, ma sono quelli di qualsiasi realtà educativa: smettere di essere una realtà che forma lo spirito critico, accontentadosi invece del piccolo cabotaggio e delle risposte prefabbricate. 

"Le scuole cattoliche non devono in alcun modo aspirare alla formazione di un esercito egemonico di cristiani che conosceranno tutte le risposte, bensì devono essere il luogo in cui tutte le domande vengono accolte, e dove, alla luce del Vangelo, si incoraggia la ricerca personale". Lo disse anni fa l'allora cardinale Bergoglio.
È una citazione che riassume nel modo migliore quanto andiamo dicendo. Guai a formare noi i soggetti di una egemonia culturale che vada a sostituirsi ad un'altra egemonia cultruale. 

Se un domani lo Stato attuasse la piena parità scolastica, il problema educativo sarebbe risolto?
Assolutamente no! Il nocciolo dell'educazione non dipende dalla forma esterna, ma da quello che si è e da come si interpreta il proprio ruolo. La possibilità di formare ad una precisa egemonia culturale, la scuola italiana l'ha esercitata negli anni 60 in una maniera, ahimè, egregia. Io ho insegnato storia e filosofia nei licei e non mi ricordo che ci fosse troppa alternativa nella scelta dei testi, tutti orientati a una cultura tardomarxista. O ti adeguavi, o eri fuori. C'è naturalmente anche l'altro rischio.

Quale?



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COMMENTI
10/05/2014 - E' proprio una "Questione antropologica"! (Luigi PATRINI)

Condivido pienamente il giudizio di Giuliana Zanello. Il problema "educazione" è grande e significativo soprattutto per chi, come il cristiano, è chiamato ad essere un uomo “nuovo”, cioè “finalmente vero!”, capace di riconoscere ad un tempo la propria perfettibilità – e perciò la propria non-autosufficienza – ed il proprio desiderio strutturale di Verità. L’educazione è, in fondo, la risposta alla tensione che esiste e si costituisce (e sempre si “ri-costituisce”) tra questi due estremi: la propria insufficienza strutturale e la sete inguaribile di Verità, come aveva straordinariamente ed efficacemente sintetizzato Agostino: Tu, o Dio, ci hai fatti per Te ed il nostro cuore non riposa se non in Te! Se al posto di quel "Te", che si riferisce al Dio cristiano, mettiamo la "Verità", lo può sottoscrivere anche un "laico"! Infatti ciò che dice Agostino non vale sono per il cristiano, ma per ogni uomo “vero”!

 
09/05/2014 - Chiarezza di idee (Giuliana Zanello)

Credo di avere letto ben poco sull'argomento di pari lucidità ed apertura. Un invito, per tutti, a una riflessione approfondita e ad una ripulitura radicale di quanto ha incrostato il dibattito, appesantendolo. Un contributo prezioso.