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SCUOLA/ Flora (studentessa): studiare il '900 mi ha reso protagonista

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Aldo Moro (1916-1978) prigioniero delle BR (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (1916-1978) prigioniero delle BR (Immagine d'archivio)

Quest'anno è forse stato uno dei più belli anche contenutisticamente parlando. Probabilmente i fatti storici studiati sono stati tra i più interessanti perché si sono avvicinati molto agli anni che stiamo vivendo noi, e perché era possibile trovare un riscontro e anche un confronto con la nostra realtà. Essendo per definizione una grande indecisa, non riesco ad evidenziare un solo avvenimento storico, ma la cosa che in generale mi è piaciuta di più è stato l'andare alla ricerca dei motivi e delle cause più profonde degli episodi. Mi sono rimasti impressi molto i delitti che sono stati commessi, a partire da Matteotti fino ad arrivare a Kennedy, e mi ha appassionato molto cercare di capire le dinamiche, provare a scoprire e formulare insieme le varie ipotesi ed elaborare un pensiero personale. Mi ha interessato ed emozionato molto anche l'approfondimento che abbiamo fatto sul periodo storico della Primavera di Praga: le storie dei giovani che hanno deciso di immolarsi appiccandosi il fuoco mi hanno davvero lasciato i brividi e mi hanno permesso di capire un pochino in più di quella città, che poi abbiamo anche visitato, e dei suoi abitanti. Un altro fatto a cui non avevo mai pensato e che mi ha colpito molto è stato scoprire la solidarietà che i soldati nelle trincee durante la prima guerra mondiale ritrovavano soprattutto nei giorni di festa nonostante la ferocia con cui procedeva quella guerra combattuta corpo contro corpo.

Per la memoria è necessaria la conoscenza della storia, infatti proprio come noi dagli errori che noi stessi commettiamo o vediamo commettere, impariamo, così se non si conoscono le cause e gli errori compiuti nel passato non ci si può mettere in guardia e migliorarsi nel futuro. 

Penso che un fatto possa sì essere raccontato in prima persona o tramite altri mezzi, ma che il suo racconto non potrà mai essere più che un granellino del nostro vissuto. Le emozioni che vengono provate in prima persona (scaturite anche, perché no, da un'altra e non personale particolare esperienza) sono quelle che più si radicano dentro di noi e lasciano un solco più profondo e, per questo motivo, giocano un ruolo importantissimo per quanto riguarda la memoria. Proviamo a pensare se la memoria fosse riconducibile esclusivamente a una conoscenza della storia… si potrebbe ragionare sugli errori commessi così come sugli avvenimenti positivi susseguitesi, ma alla fine mancherebbe quell'apporto personale che secondo me è indispensabile per riuscire a parlare seriamente e sentitamente di memoria. 

Sarebbe d'altra parte incompleto anche pensare a una memoria costruita e basata esclusivamente sulle emozioni: esse potrebbero coinvolgere eccessivamente a livello personale e tralasciare l'importante apporto che ci viene offerto dalla storia. Credo così che la memoria sia il risultato di diverse componenti di cui la conoscenza della storia, le emozioni, la sensibilità personale fanno parte. 



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