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SCUOLA/ Flora (studentessa): studiare il '900 mi ha reso protagonista

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Aldo Moro (1916-1978) prigioniero delle BR (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (1916-1978) prigioniero delle BR (Immagine d'archivio)

Caro direttore,
in merito al dialogo che il suo giornale ha sollecitato sull'insegnamento della storia e che mi ha fatto molto riflettere, perché ha posto la questione della storia alla radice, vorrei proporvi le riflessioni di una studentessa della classe in cui insegno. Si chiama Flora Finocchiaro. Penso che le sue riflessioni possano essere un contributo significativo al dibattito in corso, anche perché fanno capire che cosa cerca un giovane oggi sui banchi di scuola.
Grazie
Gianni Mereghetti


(Da un lavoro scritto di Flora Finocchiaro)
La storia non è mai stata una delle mie materie preferite, l'ho sempre trovata un po' fredda e non sono mai riuscita a cogliere gli aspetti che potevano avvicinarla alla mia vita. Non me lo sarei mai aspettato, ma in questi tre anni ho riscoperto una materia, mi sono accorta che spesso non devono essere solo le cose esterne a colpirmi, ma devo essere anche io aperta e pronta a farmi affascinare.

Quello di cui sono più contenta e soddisfatta riguardo a questo percorso è proprio l'essere riuscita ad appassionarmi a questo insegnamento che si è rivelato molto più sorprendente e coinvolgente di quanto avessi potuto immaginare. Non esistono solo date o nomi più o meno improponibili di armistizi o battaglie da ricordare, ma ci siamo anche noi, perché quello che noi siamo ora è inevitabilmente anche il risultato di quello che sono stati prima di noi i nostri genitori, i genitori dei nostri genitori, i genitori dei genitori dei nostri genitori… Non ci si pensa sempre ma c'era un qualcosa di noi anche molto prima che nascessimo ed è importante ricordarsi che questo accadrà anche dopo che noi ce ne saremo andati, per vivere responsabilmente e consegnare un mondo e una società in cui risulti bello vivere. 

Studiare storia in questi tre anni mi è servito molto perché mi ha portato a mettermi in gioco in prima persona, perché mi ha insegnato ad ammettere e superare alcuni miei piccoli pregiudizi e mi ha vista protagonista nella ricerca del senso, dei confronti, dei nessi che potevano legare le storie degli uomini che abbiamo studiato alla mia. Non è stato solo un'accozzaglia oggettiva di dati ma è stato un imparare insieme, un indagare insieme le dinamiche, le motivazioni, le cause, le implicazioni di quello che è accaduto. È stato bello scoprire che la storia tratta non di tanti freddi fatti, ma di tante esperienze che hanno portato a quello che è il nostro oggi, nel bene o nel male, e che ci possono fare riflettere perché spesso contengono sia le origini dei "mali", sia delle possibili soluzioni ad essi. È stato un bel percorso perché ho trovato dei compagni di viaggio che hanno stimolato la mia curiosità, perché abbiamo trovato una guida che non ha tappato le nostre ali curiose ma ci ha dato una grossa mano per andare più a fondo non solo nella storia che si trova stampata sui libri, ma in tutto quello che c'è dietro e nella nostra storia. 



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