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SCUOLA/ L'esame di terza media ha ancora senso?

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In ogni caso, la proposta dei test Invalsi nel corso degli esami di Stato è quantomeno ridondante afferendo a due discipline (italiano e matematica) che sono già oggetto di prova scritta e orale nello stesso esame. Pertanto, date le finalità della prova Invalsi, la stessa potrebbe quindi essere anticipata nei mesi che precedono gli esami di stato, restituendo tranquillità ad un "delicato" segmento della formazione (sarebbe oltretutto coerente con una dichiarazione della presidente Invalsi Anna Maria Ajello, ripresa da uno dei suoi predecessori: "l'Invalsi deve fornire misurazioni, non valutazione e deve fermarsi sempre sulla soglia delle scuole").

Ma in definitiva, al di là della prova nazionale Invalsi, ha ancora senso un esame di terza media quando l'obbligo scolastico con il DM n. 139 del 22 agosto 2007 è aumentato ad almeno 10 anni per cui gli alunni della scuola media sono tenuti a proseguire per altri due gli studi obbligatori? A che serve una licenza media oggi, quando il minimo che si richiede a un cittadino è la certificazione di un obbligo decennale? Non sarebbe più efficace implementare percorsi di continuità che raccordino la scuola media con il biennio successivo attraverso la condivisione di traguardi per lo sviluppo delle competenze degli studenti che devono essere certificate al termine dell'obbligo?

Ho l'impressione che il rito dell'esame di terza media continua a perpetuarsi, quasi fosse una grida manzoniana "s'ha da fare", nascondendosi dietro il paravento del citato art. 33 della Costituzione. In realtà basterebbe che il decisore politico prendesse atto che gli studi obbligatori si concludono non più a 14, ma a 16 anni e adottasse un semplice legge di un solo rigo, "il ciclo di base si conclude a 16 anni". Quante difficoltà sarebbero superate! Forse finalmente si aprirebbe la strada per il riordino complessivo del sistema scolastico italiano tanto atteso e necessario, che tuttavia presuppone il superamento del sotteso e diffuso pregiudizio culturale tra "scuola superiore" e  "scuola inferiore".  

In realtà, da quando è stata istituita (legge n. 1859 del 31 dicembre 1962), la scuola secondaria di primo grado ha "vagolato" tra il costante ricordo/richiamo ai programmi del 1979 e del 1985, alla legge 148/90 e l'incombente ambigua realtà delle Indicazioni per i PSP della riforma Moratti (D.lgs. 59/04), delle Indicazioni per il curricolo del ministro Fioroni (DM 31/07/07) e del DPR 89/09 della ministra Gelmini, nonché dalle indicazioni di successive Commissioni che avrebbero dovuto armonizzare due oggetti che obbediscono a logiche diverse: i PSP morattiani e i curricoli di Fioroni (Tiriticco 2012). 



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COMMENTI
11/06/2014 - Un assist per il ministro Giannini (Vincenzo Pascuzzi)

Sensate, ovvie e da condividere le osservazioni e le considerazioni del preside Giuseppe Santoli. Ma a viale Trastevere – sembra – non tengono in considerazione le opinioni di docenti e presidi che la scuola la vivono quotidianamente. Preferiscono fare riferimento a una scuola di comodo, raccontata, rappresentata, virtuale che però non esiste, se non nelle loro carte e nelle loro immaginazioni! Non si spiegano altrimenti cantonate e omissioni strategiche. In particolare, risultano incomprensibili le ostinazioni e il perseverare con gli odiati e inutili test Invalsi, perfino all’esame di terza media. Perciò, mi permetto e azzardo una proposta per il ministro in carica, la “secchiona” Stefania Giannini. Vista la situazione e le richieste concordi provenienti da più parti, provi almeno a neutralizzare gli effetti negativi possibili dell’Invalsi agli esami di terza media. Basterebbe un D.M. che renda non obbligatoria ma solo facoltativa la prova Invalsi e-o ne annulli gli effetti se i risultati penalizzano la votazione finale degli studenti. Così si restituirebbe serenità alle scuole e agli studenti, Giannini recupererebbe in immagine dopo l’umiliazione delle europee. Del resto, è bastato un semplice D.M. “notturno” (inaspettato e contestatissimo), il n. 356 del 23 maggio 2014, h. 23.30 per prorogare le graduatorie del concorso ordinario ddg 82-2012. Il D.M. che stoppi gli Invalsi come detto, invece, verrebbe accolto con sollievo da tutti.