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SCUOLA/ Delfino (Disal): apprendistato, i veri "apprendisti" stanno al ministero

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Dulcis in fundo: ad ogni capoverso del decreto sul lavoro si ribadisce il senza oneri per la finanza pubblica (a ciò è dedicato l'intero art. 10) che, deresponsabilizzando così il decisore politico, rende scatola vuota ogni intento innovativo, lascia le scuole e le imprese con un pugno di mosche (e senza soldi) e mortifica la disponibilità dei giovani ad implicarsi nelle esperienze di lavoro durante il periodo di scuola. 

Il ministro Profumo aveva almeno vagliato la possibilità (come già accaduto da due anni in Spagna, dove la legge è stata introdotta) di attuare anche in Italia un modello duale simile a quello tedesco. 

Un dubbio finale: non è che gli unici veri "apprendisti" alle prime armi siano rimasti proprio gli estensori (politici, sindacalisti e ministeriali) che hanno concepito il decreto sul lavoro? 

In tempi in cui si sta rilanciando la nuova Europa importare dai modelli di apprendistato di Spagna e Germania non sarebbe stato più semplice?



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COMMENTI
11/06/2014 - CVD - Piove sul bagnato (Franco Labella)

Il caso vuole che ilsussidiario.net ospiti un mio contributo che ha per tema conduttore esattamente quello che segnala Delfino: la scarsa aderenza alla realtà di provvedimenti normativi adottati in tema di educazione e scuola. Che scrivere? Che la mano destra ignora quello che ha vergato la mano sinistra in altre norme? Che il pressapochismo regna sovrano? Che gli uffici legislativi sono un po' disattenti al coordinamento normativo? No, a scanso di querele la sostanza è piu' scarna: siamo in Italia. Con buona pace di Renzi e del renzismo anche governativo. E, soprattutto, magari arriveremo a "copiare" l'estero quando l'estero avrà cambiato i propri punti di partenza. Si chiamerebbe provincialismo ed anche questo è già scritto. CVD.