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MATURITA' 2014/ Prima prova, saggio/articolo e tema, come fare per essere all'altezza

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Usiamo il termine tesi in senso largo, anche generico, perché, naturalmente, scrivere della Costituzione sulla base di documenti storici è diverso da scrivere di amicizia o di amore navigando tra poesie sparse sull'arco dei millenni; il punto è che si deve capire quale sia il fuoco, l'idea, intorno a cui ruota tutto il resto. 

Questo carattere genericamente argomentativo è condiviso anche dal tema di ordine generale, che per altri versi è l'opposto del saggio/articolo: nel tema infatti il titolo è dato (attenzione a non metterne uno di propria fattura: succede, succede…), mentre i riferimenti culturali devono uscire dal granaio del candidato. Si può farne a meno? In linea teorica si può, ma correndo il grave rischio di presentare alla commissione una chiacchierata da bar, magari – se si è bravi − scorrevole e arguta, ma poco consona ad accreditare l'autore come persona ragionevolmente colta. Insomma, il tema di ordine generale, spesso all'apparenza facile ed accattivante, se scelto come ultima spiaggia o come scusa per non essere costretti a mettere in campo conoscenze, può rivelarsi un cattivo affare: costa poco ma vale poco. Inevitabilmente? Certo che no: il tema, proprio perché poco vincolato, è forse il tipo di testo più difficile: chi vi si avventura può contare solo sulle sue forze, sia per le conoscenze sia per l'organizzazione del pensiero. Un buon tema, nutrito di riflessione personale e di spessore culturale, bene organizzato nella concatenazione dei pensieri e nella congruenza dell'incipit e della conclusione, è certamente un ottimo biglietto di presentazione. Ma è tutt'altro che facile.

Vale infine sia per il tema sia per il saggio/articolo, ovvero per tutti i testi argomentativi, una riflessione finale: un'argomentazione non si improvvisa. Meglio non farsi sedurre dalle frasi affascinanti che occhieggiano dalle fotocopie. Per buttarsi a costruire un'argomentazione, con il tempo contato e nelle condizioni psicologiche dell'esame, occorre aver già pensato all'argomento, almeno un po', almeno quanto basta per avere già in testa una domanda attorno alla quale lavorare. 

Ma ecco che questa, che doveva essere una considerazione finale, ne porta con sé un'altra: non di rado i documenti offerti per un saggio hanno qualche lontana attinenza anche con l'argomento di un altro, o con il titolo del tema: la tentazione di far bottino può essere forte, e di fatto non pochi vi cadono. Meglio resistere. Una citazione suggestiva di meno sarà largamente compensata dall'aver evitato l'effetto accattonaggio, o pesca di beneficienza. Tanto è impossibile darla da bere ai commissari, che almeno alla lettura delle tracce, di solito, ci arrivano.

(1 − continua)



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