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MATURITA' 2014/ Prima prova, saggio/articolo e tema, come fare per essere all'altezza

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Tanto si è detto e scritto, nella sua vita ormai trilustre, a volte con dovizia di sottigliezze teoriche forse degna di miglior causa, sulla prima prova dell'esame di stato. L'articolato e ponderoso fascicolo (il cui primo effetto è stato quello di obbligare tutti gli istituti a dotarsi di fotocopiatrici fascicolanti) esprimeva l'ambizione di introdurre tipi di testo in qualche modo reali, sottraendo la pratica della scrittura all'autoreferenzialità del tema (cui si lasciava un angolino), tutta intrascolastica e pertanto eminentemente retorica. Ambizione anche generosa, ma destinata fatalmente a rivelarsi illusione: non c'è niente di più retorico di un testo scolastico che, invece di esibire onestamente la  sua origine e la sua funzione, finga di essere altro: una specie di retorica al quadrato, cui solo la modesta perizia degli scriventi impedisce di assurgere alla sublime quanto vacua artificiosità di controversiae e suasoriae di latina memoria. Per non accettare il limitato ma sensato perimetro del lavoro scolastico, insomma, si rischia di recare una doppia offesa, alla retorica e alla realtà. 

Dunque, bando alle disquisizioni teoriche: di compiti si tratta, di alcune pagine in cui lo studente è chiamato a dimostrare di saper maneggiare l'italiano, di saper costruire un discorso logicamente coerente e dotato di un capo e di una coda, di sapersi servire di ciò che ha studiato per sostenere le sue affermazioni e di sapere che è meglio servirsene piuttosto che farne a meno. 

Qualche veloce avvertenza sul tipo saggio/articolo. Leggere attentamente le consegne: certamente tutti i candidati saranno già stati adeguatamente esercitati dai loro insegnanti, tuttavia già due volte  le consegne del compito d'esame sono cambiate senza preavviso, leggermente ma non trascurabilmente. 

In secondo luogo, è bene ricordare che la frase in grassetto preposta ai documenti non è un titolo, ma l'indicazione di un vasto ambito: all'interno di esso il candidato dovrà individuare l'aspetto su cui intende soffermarsi, che dovrà necessariamente essere più ristretto e più precisamente delimitato. A questo si riferirà il titolo, di cui le consegne gli impongono di farsi autore. In un certo senso, il titolo dovrebbe essere una efficace sintesi della tesi che si intende argomentare e dunque, da un punto di vista pratico, conviene formularlo subito, non importa se nella forma definitiva, così da tenere sott'occhio la meta del "pellegrinaggio" tra i documenti. C'è un errore da evitare assolutamente, quello di allargare ulteriormente la prospettiva. Se, ad esempio, l'argomento è "La costituzione italiana", intitolare "Le costituzioni nella storia" non porta bene. 

Il tipo saggio/articolo chiede di costruire un testo in senso lato argomentativo, un testo, cioè, in cui una qualche tesi venga formulata e sostenuta, con riflessioni proprie e con il contributo dei documenti, a tal fine opportunamente scelti e commentati. 



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