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MATURITA' 2014/ Prima prova, tipologia A (analisi del testo): istruzioni per il "viaggio"

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ESAME DI STATO 2014 - Secondo di due articoli. Il primo, dedicato la saggio breve/articolo di giornale e al tema generale, è stato pubblicato ieri.

Ed ora l'analisi del testo, scelta di minoranza, normalmente, per due ragioni: è noiosa; riguarda un autore non in programma. Esaminiamole una alla volta.

Argomento noia: rispondere a una lunga serie di domande, che richiedono risposte a volte tecniche, a volte puntigliose, appare troppo mortificante per la creatività, di cui così spesso ci si sente contenitori traboccanti, e dell'originalità (ricordare in proposito il monito di Manzoni!). Ma ciò è vero solo se non si accetta la sfida del testo. Se invece  ci si scommette, se ci si avvale delle domande come di altrettanti presidi contro la normale distrazione, si può rimanere stupiti di quante cose ci aiutino a vedere. Però il primo passaggio è indispensabile: bisogna scommettere sulla capacità del testo di dirci qualcosa, e allora è quasi sicuro che ce lo dirà.

Secondo argomento: l'autore non è nel programma. In effetti, dopo alcuni anni nei quali le scelte ministeriali si erano orientate su autori compresi nella lista più o meno canonica, il 2013 ha portato Magris, del quale era improbabile che gli allievi avessero una conoscenza manualistica. Al di là delle osservazioni che si potrebbero fare sull'opportunità di scelte di questo tipo, una cosa ne risulta chiara: l'analisi del testo dell'esame non è una verifica di conoscenze su questo o quell'autore "obbligatorio", è invece una prova in cui, di fronte ad un testo imprevedibile, sul quale magari non si possiedono conoscenze scolastiche, si è chiamati alla scommessa di cui si diceva prima, alla scommessa di un'apertura, di un incontro. 

E tutto ciò che si è studiato? Tutto ciò che si è studiato serve a poco se è rimasto alla pura forma di nozione, è addirittura dannoso se ci ha creato la convinzione di non poter leggere nulla senza aver prima consultato il manuale, tanto più che nessuno ci chiede di redigere uno scritto accademico, ma solo di accettare la famosa scommessa. E dunque, davanti a quel testo imprevedibile ci siamo noi, e tutto quello che abbiamo letto e studiato fin lì fornisce le chiavi per aprirne la porta. Al di là di qualunque teoria, così dobbiamo guardare alle famose "domandine": ognuna fa appello a qualcosa che abbiamo imparato in altra occasione, a uno strumento di cui lo studio ci ha dotato. Una borsa degli attrezzi, molto utile, ma solo se decidiamo di entrare, non di sbrigare un compitino. Tanto più che l'occasione di allargare lo sguardo non manca: dopo l'analisi viene infatti l'approfondimento, un vero e proprio tema letterario, in fondo.



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