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SCUOLA/ Chiosso: via l'esame di terza media? No, aggiungiamone un altro

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Non vedo perché, in linea con quanto detto prima, non si possa prevedere anche al termine del decennio di istruzione obbligatoria un ulteriore esame. Perché eliminare e piuttosto non aggiungere? I riti di passaggio sono molto importanti e quanto più vengono sottolineati tanto più è favorita l'uscita dall'infanzia interminabile che appare oggi un fenomeno assai diffuso e sotto certi aspetti anche molto inquietante. I bambini e i ragazzi devono crescere e siamo tenuti a impiegare tutti gli strumenti a nostra disposizione perché questo accada. Le sembra normale – mi è accaduto più volte - che all'Università qualche genitore accompagni ancora il figlio/la figlia al colloquio con un docente?

Secondo lei non sarebbe più sensato collocare all'ingresso della prima superiore un esame come quello previsto ora in terza media?
Sono totalmente contrario a questa eventualità perché si risolverebbe in un processo discriminatorio incompatibile per le caratteristiche di base dell'istruzione obbligatoria. Vedo bene, invece, all'inizio di un corso di studi un congruo periodo destinato ad accertare i livelli di preparazione degli allievi in modo da creare un certo allineamento della classe, non per uniformare e livellare, ma per costruire le nuove conoscenze su basi consolidate. 

Una delle prove più discusse dell'esame di III media è la prova nazionale Invalsi. Cosa pensa in merito?
Sono favorevole a tutte le prove che aiutano a capire lo stato di salute del nostro sistema d'istruzione e lo sarei ancora di più (se possibile) se poi seguissero azioni mirate a migliorare le situazioni che si rivelano carenti. Purtroppo noi oggi disponiamo di un sistema Invalsi abbastanza oliato, mentre siamo molto carenti su altri versanti. Spesso le autovalutazioni dei singoli istituti sono operazioni tese, in vario modo e con motivazioni diverse (talvolta non banali), all'autoassoluzione.

Le prove Invalsi continuano ad essere molto discusse.
Conosco bene le obiezioni di coloro che sono contrari a questa prova che profuma – si dice – di statalismo. Può darsi: ma credo che mentre occorre contrastare tutto quanto è deformazione del ruolo e dei compiti dello Stato, occorre rispettarne le responsabilità. Lo Stato ha il diritto/dovere di verificare se alla conclusione del primo ciclo i livelli essenziali di sapere previsti dalle Indicazioni nazionali sono stati acquisiti. Poi naturalmente dovrebbe agire – lo ripeto − e porre a disposizione delle scuole idonei strumenti per provvedere in merito nei casi in cui i risultati siano inadeguati.

Molte le obiezioni contro la scuola media unica, che in quanto tale non coltiva le differenze, risultando uniformante. A queste condizioni l'esame che lei difende (come occasione di maturazione) non ne è il perfetto compimento? In altri termini, il senso dell'esame che lei auspica non fa un po' a pugni con la scuola di cui vorrebbe rappresentare la conclusione?

 



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COMMENTI
14/06/2014 - Finalmente... (Giorgio Israel)

Finalmente delle parole ragionevoli, che spiccano in un mare di conformismo che si pretende “nuovista". Un po' di spirito critico nei confronti delle prove Invalsi non avrebbe guastato, non perché non sia giusto che esista un ente con quella funzione, ma per il modo in cui finora lo ha esercitato; inclusa la prova dell'esame di terza media, che fa "media" nel voto: un'assurdità (influire sull'esito di ciò che si vuole valutare) che andrebbe cancellata.