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SCUOLA/ Chiosso: via l'esame di terza media? No, aggiungiamone un altro

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Contesto che la scuola media "unica" sia per sua natura "uniformante". Poi ammetto che in qualche caso (spesso?) questo si verifica. Là dove questo accade è perché qualcosa non funziona. Vocazione naturale del triennio conclusivo del primo ciclo scolastico è quella di essere una scuola orientativa e cioè impegnata a valorizzare le risorse espresse e scoprire quelle latenti di ciascun alunno. Purtroppo questa dimensione della scuola media è poco sviluppata (lo dico in generale) ed è scontato che se non si persegue una certa "personalizzazione" del percorsi didattici è difficile uscire dalla genericità e dunque dalla uniformità. Ma quest'ultima è un aspetto patologico – non fisiologico – della scuola media!

Esiste secondo lei una contraddizione tra lo scopo formativo dell'esame di terza media e il modo in cui oggi è pensato e attuato? Cosa cambierebbe?
Su questo punto passo la parola a dirigenti e docenti che operano a questo livello scolastico. Ogni forma di accertamento presenta vantaggi e limiti. Si tratta di trovare le soluzioni più efficaci e questo penso che possano farlo coloro che vivono dal mattino alla sera nella scuola, non gli studiosi che rischiano di ragionare con scarso senso pratico.

Esame di terza media e ruolo delle famiglie: secondo lei qual è?
La famiglie dovrebbero essere molto interessate a che i figli stessi siano capaci di superare delle "prove" alla loro portata anziché proteggere a ogni costo e ad oltranza i figli e addossare ogni insufficienza scolastica ai docenti. L'esame può costituire anche un'occasione straordinaria per vivere insieme la "prova" e, una volta superata, gioirne insieme. Sono proprio queste le circostanze della vita nelle quali si possono sperimentare vincoli di solidarietà e appartenenza in grado di dare senso al rapporto genitori-figli. Non sono i regali e le "paghette" che creano legami, ma la partecipazione a una "impresa comune" come può essere, ad esempio e per restare al nostro tema, la preparazione a un esame. Proviamo anche a chiederci se è più educativo criticare sistematicamente i professori oppure se non sia meglio partecipare alle ansie e alle difficoltà scolastiche di un esame e poi condividere la soddisfazione per averlo superato. 



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COMMENTI
14/06/2014 - Finalmente... (Giorgio Israel)

Finalmente delle parole ragionevoli, che spiccano in un mare di conformismo che si pretende “nuovista". Un po' di spirito critico nei confronti delle prove Invalsi non avrebbe guastato, non perché non sia giusto che esista un ente con quella funzione, ma per il modo in cui finora lo ha esercitato; inclusa la prova dell'esame di terza media, che fa "media" nel voto: un'assurdità (influire sull'esito di ciò che si vuole valutare) che andrebbe cancellata.