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MATURITA' 2014/ Esame di stato, lettera aperta ai maturandi

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ESAME DI STATO 2014. LA LETTERA DI UN INSEGNANTE AGLI ALUNNI CHE AFFRONTANO LA MATURITA'- Carissime e carissimi maturandi, domani si inizia, è l’ultimo atto di un cammino che vi ha visti diventare lentamente protagonisti di una avventura che c’entra con il vostro io, tanto che in questo percorso ciò che mi ha colpito e commosso è che sia cresciuta la coscienza del valore della vostra originale umanità. Io vi sono grato di questo, perché mi avete accompagnato a scoprire le “periferie esistenziali” della vostra umanità e in questo viaggio affascinante ho scoperto un po’ di più me stesso, la mia fragilità di cui vi chiedo perdono, e nello stesso tempo il dono della vita di cui sono grato, e avere il vostro sguardo che in questi anni me lo ha quotidianamente ricordato è stato ed è un sostegno da cui non posso oggi prescindere nel guardare a me.

Siete stati, siete importanti per me, avete segnato, segnate il modo con cui sono tornato a guardarmi.

In questi giorni mi chiedo spesso perché siete così importanti e la mia risposta è certa, siete importanti per me, perché siete seri con la vita, siete impegnati con le domande che suscita, sempre tesi ad ogni prospettiva nuova che si apre.

E’ brevissimo ora il tempo che ci si apre davanti, sarà un attimo e presto ve ne sarete andati verso il meglio che un Altro sta costruendo dentro la trama dei vostri incontri e delle vostre intuizioni.

Ma questo brevissimo tempo vi chiede tantissimo, vi chiede di mettere in gioco l’umano. Qui sta il bello di questo esame impossibile, che voi come noi insegnanti lo prendiamo per le corna e lo domiamo, da momento delle norme e delle griglie lo facciamo diventare occasione per mettere in gioco la nostra umanità.

Ci state a questa sfida? Ci state a far diventare questo esame lo spazio e il tempo per parlare di noi?

A ognuno il suo compito!

Io ho visto che voi avete già cominciato; come vi siete preparati a questo esame è già una prima mossa dell’umano, certe vostre tesine mi hanno fatto venire i brividi tanto sono impastate di quello che vi interessa, aver imparato a fare un lavoro di sintesi mentre la scuola vi chiede analisi e solo analisi è una sfida che chiede di essere corrisposta da chi vi interrogherà.

Esprimo solo un desiderio, so di non sapere essere all’altezza del vostro impeto ideale, impacciato a rispondervi riesco solo a balbettare la mia domanda di perdono per il poco che vi ho dato. Di una cosa sono certo, che ho ancora tanto da imparare da voi. Per questo sono contento di fare questi esami con voi, certo che, prima che ve ne andiate sulla strada di un vostro destino buono, mi lascerete un ultimo grande dono, mi racconterete di voi anche nelle periferie esistenziali delle prove e dei colloqui cui sarete sottoposti.

Grazie

 

Gianni Mereghetti ( più che insegnante un pover'uomo che ha tanto imparato da voi)  



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