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MATURITA' 2014/ Seconda prova, versione di greco: il giusto "mix" tra senso e traduzione

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È ovvio che la libertà nella traduzione non può essere arbitrio: si tratta di esprimere meglio quello che l'autore − e non il lettore! − pensa.

La cosiddetta traduzione letterale, cioè perfettamente ricalcata sulle strutture del testo greco, rimane  "l'ultima spiaggia" quando non si fosse capito bene il significato del passo: può succedere, e in tal caso consiglierei di rimanere effettivamente appiattiti sulla correttezza grammaticale della traduzione, in sostanza delegando al (buon cuore del) professore che dovrà correggere l'interpretazione adeguata.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
17/06/2014 - articolo (Valentina Timillero)

Splendido articolo, in cui c'è tutta l'arte della traduzione. @Maranzana: …quindi?

 
17/06/2014 - Osservare i processi, non i prodotti (enrico maranzana)

“Gli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore hanno come fine l’analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo di studi”. La revisione delle prove scritte deve caratterizzarsi per l’assunzione di un punto di vista funzionale ai traguardi perseguiti dal consiglio di classe, per accertarne il grado di conseguimento. Per la prova di greco sarà necessario identificare il percorso che lo studente ha seguito e rilevare, attraverso le competenze specifiche, le capacità esibite. Queste sono il terreno unificante l’attività d’esame, essenziali per l’espressione del giudizio di maturità secundum legem.