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TEMI SVOLTI MATURITA' 2014/ Analisi del testo, Quasimodo "E ride la gazza nera sugli aranci" (tipologia A) di Veronica Polverelli (Esami di Stato)

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TEMI SVOLTI MATURITA' 2014: ANALISI DEL TESTO, QUASIMODO "RIDE LA GAZZA NERA SUGLI ARANCI" (ESAMI DI STATO) SVOLGIMENTO DI VERONICA POLVERELLI - Prova impegnativa quella scelta per la tipologia A. Si tratta del commento a una poesia del poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo: Ride la gazza, nera sugli aranci, in Ed è subito sera. Edizione: S. Quasimodo, Poesie e discorsi sulla poesia, a cura di G. Finzi, Mondadori, Milano1996. Ecco lo svolgimento del sussidiario.net.

1. Il testo in analisi, "Ride la gazza, nera sugli aranci", appartiene alla raccolta "Ed è subito sera", pubblicata nel 1942 del poeta Salvatore Quasimodo. L'autore, nato a Modica, ricorda la sua infanzia trascorsa nelle belle terre della Sicilia: descrive tratti di vita vissuta, i giochi e le danze dei bambini, riferendosi costantemente ad elementi naturali. Il richiamo alla luna ci inserisce in una dimensione onirica e sacrale, il mondo delle memorie dell'autore. Eppure il poeta desidera che questi ricordi reali nel passato abbiano un riscontro nel presente: uno scroscio interrompe questo flusso di piacevoli pensieri ed egli si rende conto amaramente del fatto che tutto quel mondo di bellezza non appartiene più a lui. Nella seconda parte della poesia, dopo questo improvviso risveglio, il poeta torna nella contemplazione delle sue terre, rivolgendosi al vento e osservando gli uccelli, l'airone e la gazza.

2. 1. Una situazione del presente riporta il poeta nel mondo passato: dei bambini stanno giocando intorno a lui, cantano e danzano lungo il prato della chiesa. L'autore, osservando la scena, prorompe con questa considerazione: "Forse questo è un segno vero della vita", accorgendosi che la circostanza in cui egli si trova immerso è ancora più densa di significato perché, oltre ad essere un dato del presente, porta con sé la vera vita, cioè la propria origine e appartenenza, il proprio passato.

2. 2. Attraverso l'espressione "Pietà della sera" al verso 5, Quasimodo racchiude tutta la sacralità dell'esperienza che sta vivendo: egli contemplando il presente si trova immensamente grato di ricevere il dono del passato. In quest'aura di gratitudine e commozione, il poeta indica un momento della giornata, la sera. La sera, infatti, è il momento in cui si può guardare e considerare in modo compiuto quanto avvenuto durante tutto l'arco della giornata.

2. 3. A cavallo tra i versi 5 e 6 si trova l'enjambement "ombre / riaccese". Queste ombre sono i ricordi, che proseguono la loro epifania in senso sempre più onirico, come ci conferma il "breve sonno" del verso 8. Le ombre vengono accese dal fuoco della luna, illuminate da questa luce della memoria. È una visione bellissima, ma le ombre non possono splendere di luce propria: occorre la luce della luna. I ricordi non possono tornare alla vita piena.



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