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TEMI SVOLTI MATURITA' 2014/ Il Dono (Tipologia B, saggio breve, articolo di giornale artistico letterario) di Mara Conti (Esami di Stato)

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È facile cadere nella tentazione, meno gratificante e più facile, di donare qualcosa di esterno dalla propria persona, qualcosa di materiale e immediatamente fruibile: denaro e indumenti ad esempio. Si tratta di doni apprezzabili, ma non eguagliabili al dono del tempo, della cura e del servizio, realtà profonde e proprie del donarsi. Come ricorda Enzo Bianchi, donare è un'arte difficile, non solo perché si dona qualcosa che si possiede ma soprattutto perché si dona se stessi, quindi qualcosa che si è. Ciò comporta una fatica, un continuo mettersi in gioco e in discussione, interrogandosi anche a costo di trovare ostacoli e risposte spiacevoli. L'aspetto più bello del donare è la gioia nel volto dell'altro. È così che si compie nel quadro anche questo secondo aspetto del dono, infatti i Magi vengono da lontano, hanno percorso lunghi sentieri con fatica, seguendo però ciò che hanno intuito essere un bene troppo grande per essere ignorato. Tuttavia un dono non ha sempre un effetto immediato e visibile, spesso i frutti prima di essere raccolti devono maturare. Nonostante la fatica e il sacrificio che spesso il dono richiede, il farsi vicino all'altro diventa quasi naturale tanto che ne nasce un coinvolgimento che matura in una relazione di scambio e arricchimento interiore. A riguardo interviene anche l'antropologo Mark Anspach ricordando che se «l'egoismo paga l'altruismo appaga di più». 

Mark Anspach, nei suoi studi e nei suoi scritti, ricorda anche il terzo aspetto del donarsi: la reciprocità. La reciprocità del dono non è da intendere come un guadagno da ottenere in cambio di un atto caritativo (nel senso proprio del termine, ovvero di offerta gratuita, quindi dono), bensì come la conseguenza positiva del dono, accolta e rilanciata. Il dono caritativo è una realtà che apre e coinvolge, tanto che che chi riceve un dono, di qualsiasi genere, è spesso portato a compiere a sua volta quel gesto, quindi ridare ciò che ha ricevuto, creando una catena di dono e reciprocità che stimola e completa. Anche in quest'ultimo caso i Magi del quadro di Parmigianino sono utili per comprendere come un esempio anche semplice, silenzioso e gratuito possa ispirare l'uomo nel corso della storia.

Gli uomini disapprendono l'arte del dono, soprattutto in contesti utilitaristici e opportunistici, perciò è importante ricordare che il desiderio del bene è una caratteristica propriamente umana, e che la capacità di fare del bene non è un super potere. Perciò non occorre essere né santi né eroi, l'arte di donarsi accomuna la spiritualità di tutto il mondo poiché la scelta di donarsi può entrare nella vita di ogni uomo, con una parola, un gesto, un impegno, non solo attraverso realtà religiose ma anche per mezzo di associazioni laiche e umanitarie. Con modalità e principi diversi tutti agiscono con un unico comune intento, un'ottica nella quale donarsi è l'unico guadagno.

 

(Mara Conti)



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