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TEMI SVOLTI MATURITA' 2014/ Violenza e non violenza (Tipologia B, saggio breve o articolo storico-politico) di Renato Farina (Esami di Stato)

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Questo è stato il caso della costruzione dell'Europa nella mente dei tre statisti cristiani De Gasperi, Schumann e Adenauer. Per loro la non-violenza aveva una caratteristica di realismo impressionante. Conoscevano bene la natura dell'uomo. Cercarono di costruire reti di interessi comuni tra Stati e popoli che nei secoli si erano dati guerra per il carbone, per la religione, per l'acciaio, per il grano. Hanno mostrato che la non-violenza come metodo, il cui esito è la pace, conviene umanamente. E se si usa la ragione si può mettere la museruola all'istinto dell'homo homini lupus (Hobbes). 

Ora questo nuovo secolo pare sancire che questa strada è sprofondata nelle paludi dell'egoismo individuale e di popoli. 

È come se il mondo fosse preda di due forze dominanti, opposte ma in fondo simili. Per semplificare: nichilismo gaio, relativismo assoluto, rinuncia alla ricerca della verità in Occidente. Approdo in un individualismo esasperato che si trasforma in conformismo di massa, vuoto spirituale, pacifismo indolente con esplosioni di ira assassina. In Oriente, affermazione di una verità che dichiara guerra alla libertà e con ciò si palesa come menzogna, e dunque violenza.   

Eppure, in Oriente come in Occidente, di qualsiasi cultura si sia stati imbevuti finora, emergono cose strane, fuori da questi schemi alla fine disperati. 

Qualcosa di imprevisto, ecco la sola speranza. E non è affatto sciocco dircelo. Anzi… La cosa più razionale dinanzi al dilagare della violenza è proprio lasciarsi stupire dalla testimonianza misteriosa di martiri che serenamente offrono la loro vita per qualcosa di più della loro vita, e paiono cose infinitesime, eppure spezzano la linea continua che sprofonda verso l'abisso. Sono minoranze creative. Creative anche semplicemente nel modo di offrirsi al carnefice. Penso ad Asja Bibi in Pakistan, sbattuta in carcere e condannata a morte perché cristiana, e a Salman Taseer, governatore musulmano della provincia del Punjab assassinato da 27 colpi di pistola perché aveva osato difenderla, la stessa sorte toccata al suo amico, il ministro cristiano Shahbaz Bhatti. A Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la sposa sudanese, che oppone al boia la sua fedeltà allo sposo e al suo Signore. Alle testimonianze che senza giungere al versamento del sangue però inducono nuove energie positive in chi le guarda. E le energie positive sono sempre non-violente, anche quando devono esercitare la forza per difendere i deboli. Alla moglie di Schumacher che – come tanti altri sconosciuti – dedica la vita a guardare negli occhi il marito per comunicargli il bene. In fondo, è la logica dell'amore.

Insomma, la battaglia non è perduta. Del resto violenza e non-violenza si fronteggeranno sempre. Non esiste una meccanica della storia, una specie di chimica che determini il futuro. Esiste la libertà, fosse pure un'unghia di libertà, sotto il peggiore dei tiranni. E da lì, da quel sì per amore, si può ricominciare.



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