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TRACCE SVOLTE MATURITA' 2014 / Tema storico: "L'Europa del 1914 e l'Europa del 2014: quali le differenze?" - L. Roesel (Esami di Stato, Tipologia C)

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C'è un'altra possibile chiave di lettura per quanto riguarda le differenze che dividono l'Europa del 1914 da quella di cent'anni dopo e riguarda il suo rapporto con il resto del mondo. Per tutto l'Ottocento l'Europa rappresentò dal punto di vista economico, militare e politico, il fulcro nevralgico di tutto lo scacchiere internazionale. Atkinson Hobson dedicò nel 1902 una delle sue opere principali, dal titolo "Imperialism. A study", proprio al tema dell'imperialismo europeo allora all'apice della sua espressione geopolitica. Il collegamento che Hobson stabiliva, e che poi Lenin riprese nel suo "L'imperialismo. Fase suprema del capitalismo", era fra il capitalismo industriale, con la sua cronica necessità di mercati nuovi su cui piazzare i propri prodotti in surplus, e la conquista di nuovi territori da parte delle potenze europee. Durante tutto il XX secolo, questa supremazia economica e politica europea andò progressivamente declinando a favore di nuove e più grandi potenze, dal mercato interno sull'ordine delle centinaia di milioni di consumatori, e con una potenza militare ormai impossibile da eguagliare, come gli Stati Uniti o l'Urss. Ma il declino dell'imperialismo europeo, comunque graduale e presente ancora nella seconda metà del XX secolo, come fenomeno geopolitico globale non eliminò il concetto stesso di imperialismo, proprio perché dettato non da una scelta ma da una necessità fisiologica del capitalismo stesso. Ad un imperialismo se ne sostituì un altro, in cui l'Europa svolse il ruolo di comprimario, quando non di oggetto stesso del desiderio delle superpotenze. La prova plastica di questo cambiamento, progressivo e graduale ma inarrestabile nel declino, fu la Crisi di Suez del luglio del 1956, in cui Francia e Inghilterra dovettero arrendersi all'evidenza della propria impossibilità nell'agire come protagonisti sullo scenario internazionale, rimettendosi alle decisioni prese nel dialogo Usa-Urss.

Alla luce di queste considerazioni, si può sostenere come il XX secolo sia stato forse il periodo storico più decisivo per l'evoluzione dell'Europa e dell'uomo europeo. Il numero dei cambiamenti e la rapidità con cui si verificarono, non hanno precedenti per portata e significato storico: forse ci apprestiamo ad assistere ad una nuova epoca simile pur di segno diverso, a partire proprio dalla fine del mondo che determinò quei cambiamenti. La dissoluzione dello spazio sovietico e la fine della guerra fredda infatti pongono nuove basi per lo sviluppo e l'evoluzione della storia europea ad ogni livello, istituzionale, politico, culturale, umano. Davvero infatti, come diceva Alessandro Natta, segretario del Pci fra il 1984 e il 1988, riferendosi alla fine del Muro di Berlino: "Qui crolla un mondo, cambia la Storia". Forse, la stessa frase che molti avrebbero potuto dire all'indomani del 28 giugno 1914.



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