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Maturità 2014/ Seconda prova ITC ragioneria, economia aziendale:la soluzione di Adele Zancarelli e Alessandra Baroni

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ANALISI DI BILANCIO

L’analisi di bilancio svolge un ruolo importante per comprendere come leggere l’andamento economico reddituale finanziario e patrimoniale della gestione aziendale.

L’analisi può essere di due tipi:

                  -di tipo statico, basata sullo studio di indici

                  -di tipo dinamico, detta analisi per flussi.

L’equilibrio economico dell’imnpresa viene infatti raggiunto quando siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • I ricavi conseguiti riescano a coprire i costi ed assicurino una congrua remunerazione ai fattori in posizione residuale;
  • Si raggiunga un’adeguata posizione finanziaria .

Gli obiettivi dell’impresa sono il profitto, lo sviluppo e la sopravvivenza.Altro fattore critico da considerare per l’analisi di bilancio è il tempo: si distinguono infatti un “tempo economico-tecnico” cioè il tempo necessario affinchè venga attuata la produzione, ed un “tempo monetario “ che dipende dalla posticipazione nell’incasso del fatturato a causa del sorgere di crediti verso i clienti.

Le fasi per un’ordinata analisi sono:

  1. Passare dal bilancio che si ottiene dalla contabilità generale al bilancio redatto per lo stato patrimoniale in base ai criteri finanziari che mettono in evidenza le immobilizzazioni, l’attivo corrente e i finanziamenti con mezzi propri, il debito a medio e lungo termine e quelli a breve termine e per il conto economico in base al criterio del valore aggiunto;
  2. Procedere passando dalla redazione del bilancio in valori assoluti a quello in valori percentuali;
  3. Rilevare i dati che emergono e calcolare gli indici utilizzando criteri:

-finanziari

-patrimoniali

-di redditività

-di produttività.

I margini dello Stato Patrimoniale

I margini nascono dalla contrapposizione dei raggruppamenti dello Stato Patrimoniale riclassificato, come visto sopra.

L’analisi per margini tende ad appurare la corrispondenza della qualità e della durata delle “Fonti e degli Impieghi”.

L’analisi da informazioni riguardo la struttura delle “Fonti e degli Impieghi” in un dato momentosi ottengono, in questo modo, tre margini:

 

  •  MS = margine di struttura;
  •  CCN = capitale circolante netto;
  •  MT = margine di tesoreria.

 

A queste margini si possono affiancare anche degli indici

Dal confronto delle tre grandezze principiali:

·        A = attività,

·        P = passività,

·        PN = patrimonio netto

si hanno le seguenti situazioni:

  • A = PN se le attività sono uguali al patrimonio netto, l'impresa non ha debiti con soggetti terzi e si finanzia totalmente con mezzi propri. Questo caso si presenta sempre in fase di costituzione dell'azienda, mentre si presenta raramente rispetto a un'azienda in funzionamento;
  • A > P se le attività sono maggiori delle passività, significa che lo stato di salute dell'azienda è positivo: tanto più positivo quanto più le attività superano le passività, poichè la situazione reale si avvicina a quella ideale, dove non esistono debiti verso terzi ;
  • A = P se le attività sono pari alle passività, la situazione è negativa, poichè l'impresa non dispone di mezzi propri e prosegue nell'attività solo grazie a un costante indebitamento verso soggetti esterni;
  • A < P la situazione è particolarmente grave: non solo l'azienda non dispone di mezzi propri, ma le attività non coprono neppure i debiti verso terzi, ai quali dunque non è possibile fare interamente fronte. Si crea perciò una situazione di deficit, che nei casi più gravi prelude di norma al fallimento o alla cessazione dell'attività.

 

 il Margine di Struttura

E' la differenza tra il capitale netto (CN) e il valore netto delle immobilizzazioni (AF)

 

MS = CN – AF

 

Il margine indica se i mezzi propri sono in grado di coprire il fabbisogno durevole rappresentato dall’attivo immobilizzato.  

Il margine indica se i mezzi propri (CN) sono in grado di coprire il fabbisogno durevole rappresentato dall’attivo immobilizzato (AF).

La situazione ottimale sul piano del rapporto “Impieghi e Fonti” si ha quando le attività fisse sono coperte dalla fonte durevole rappresentata dai mezzi propri non destinati a essere distribuite ai soci.

Il MS può assumere i seguenti valori:

  • positivo: il capitale proprio copre tutto il fabbisogno durevole
  • negativo: parte del fabbisogno durevole e’ coperto da debiti
  • leggermente negativo: e’ considerata la situazione normale, sempre che la differenza sia coperta da debiti consolidati. In questo caso e’ opportuno verificare quali debiti coprono il fabbisogno durevole: ci viene in aiuto il CCN (Capitale Circolante Netto).

 

In aiuto nell’analisi di questo margine viene l’Indice di Copertura delle Immobilizzazioni che esprime la copertura del capitale fisso con i mezzi propri:

 

CAPITALE NETTO  /ATTIVO IMMOBILIZZATO           

 

 

 

 

  Capitale Circolante Netto.

Il Capitale Circolante Netto (CCN)  e’ la differenza tra le attivita’ correnti,  depurata dalle poste rettificative, come i fondi rischi e svalutazione, e le passività a breve termine.

 

CCN = CCL – PC

ovvero

CCN = (RD + LD + LI) – PC

 

 

Si può vedere che il CCN può essere alcolato anche come:

 

CCN = (CN + PF) – AF

 

ovvero come differenza tra le fonti durevoli (CN + PF) e le attività fisse (AF). in pratica il CCN e’ la parte delle attività correnti finanziata dalle fonti durevoli.

Si possono avere queste situazioni CCN:

·                   positivo:  giudizio positivo sulla struttura finanziaria;

·                   negativo: significa che l’azienda sta finanziando con fonti a breve attività immobilizzate e si espone cosìa rischi di natura finanziaria.

Come regola generale si può dire che un CCN negativo è sintomo di squilibrio nella situazione patrimoniale-finanziaria; ma attenzione non è sempre vero il contrario bisogna continuare nell’analisi degli altri margini.

 

L'indice equivalente e’ il seguente:

 ATTIVITA’ CORRENTI                       

----------------------------------- =

 PASSIVITA’ CORRENTI                          

        CNN

= ----------------------

              PC

 

Esprime la capacità dell’impresa di far fronte al pagamento dei debiti a breve utilizzando le attività correnti.

 

Analogamente:

(CAP. NETTO + PASS. FISSO)             

-----------------------------------------   = 

   ATT. IMMOBIL.                          

 

 

         CN+ CP

= ------------

      AF

 

Se questo indice è inferiore ad 1 significa che parte delle immobilizzazioni sono state finanziate con le passività correnti più onerose si ha squilibrio finanziario

 

Margine di Tesoreria

Il Margine di Tesoreria è  la differenza tra le attività liquide differite e quelle immediate e le passività a breve.

MT = (LD + LI) – PC

Dove:

LD = disponibilità Liquide Differite;

LI =  disponibilità Liquide Immediate;

PC = Passività Correnti o a breve

 

 

Il Margine di Tesoreria (MT) dovrebbe essere positivo; nel caso fosse negativo l’impresa si trova in zona di squilibrio finanziario.

Infatti qualora vi sia la richiesta di rimborso immediato dei debiti a breve (PC), non ci sono i mezzi monetari per farvi fronte. Può essere considerato “normale” un margine limitatamente negativo, purché non sia fisiologico.

L’analisi strutturale dello stato patrimoniale può essere condotta rapportando i valori dei vari raggruppamenti al totale dell’attivo o del passivo, in questo modo si ottengono i rapporti di  composizione o “percentage analysis”, che può essere considerato l’anello di congiunzione tra analisi per margini e analisi per indici

Analogo indice è il seguente:

 

(LIQ. IMM. + LIQ. DIFF.)  

----------------------------------- =-

PASS. CORR.                                           

  

         LD +LI

= -----------------------

           PC

 

Esprime la capacità dell’impresa di far fronte al pagamento dei debiti a breve con le attività circolanti liquide.



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