BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Esame di stato, la pazienza tradita e i nuovi "ragazzi del '99"

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Secondo giudizio: Ogni anno ci arrivano studenti peggiori! Siamo nel tòpos dei mala tempora, e, per contrapposizione, del mito del passato aureo quando si stava meglio, quando, citando ancora mia nonna, "si saltavano i fossi per lungo". Giudizio molto pericoloso questo, perché da un lato rischia di nascondere un alibi utile al docente che, avendo a che fare con "studenti scarsi", è giustificato nel tirare a campare, nel non impegnarsi a fondo, nel fare quel che si può perché, tanto, gli studenti sono quel che sono; dall'altro lato sembra quasi giustificare una società adulta (e anziana talvolta) che non lascia spazio ai giovani, e si tiene saldamente abbarbicata a ruoli e funzioni che tanto gli ultimi arrivati non saprebbero svolgere bene. La colpa di questi studenti in costante peggioramento, in una sorta di antidarwinismo educativo, varia a seconda dei casi. È delle famiglie, dei computer, degli insegnanti che li hanno avuti prima, ovviamente, di chi esprime il giudizio… 

Cosa hanno in comune questi due giudizi, a parte la loro negatività e la superficialità legata ad ogni luogo comune? Levano fiducia. Chi, arrivato alla fine del quinquennio, si dovrebbe preparare a dare il suo contributo fattivo alla società, si vede spesso squalificato proprio da quegli adulti che, a loro volta, dovrebbero essere pronti a lasciare il palco per chi ha energie più fresche, prospettive inedite, nuove forme di intelligenza.

Sono fermamente convinto che oggi gli studenti, se proprio devono essere accomunati in un giudizio complessivo, siano, prima di tutto, pazienti. Sono in grado di resistere, di sopportare e di sopportarci, di andare avanti, nonostante tutto quello che li circonda e tutto quello che si profila all'orizzonte. E lo fanno sorridendo, anche se, forse, avrebbero il pieno diritto di essere un tantino arrabbiati. Guardando questi ragazzi che si preparano all'esame di Stato il primo sentimento è, dunque, di profonda ammirazione: nonostante tutto, nonostante le prospettive, nonostante i giudizi stroncanti, nonostante i dubbi e le paure, si sono fidati di noi, e sono arrivati. 

Hanno deciso di rispettare le regole del gioco, anche se sanno che sono costruite, in certa misura, a loro danno. Speriamo di essere in grado di cambiare queste regole prima che il conflitto generazionale assuma contorni drammatici e incontrollabili. Speriamo che la nostra società permetta di nuovo agli ultimi arrivati di avere il loro spazio, di dettare le proprie regole. Speriamo che anche quest'anno l'esame non sia solo di Stato, ma ancora una volta di Maturità, e mandi nel mondo un'altra generazione pronta a lasciare il segno. Solo così ci sarà il domani.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.