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MATURITA' 2014/ Terza prova e orali, alcuni consigli e il "metodo della chiocciola"

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Cari studenti,
in questi giorni, scorrendo i programmi del documento del consiglio di classe, ho avvertito forse mai in modo così evidente la mole di lavoro che questo esame vi carica sulle spalle. Avete ragione, è un carico impossibile da portare, chi pensa di farcela da solo si illude e commette un errore di presunzione che poi rischia di pagare caro. 

Pensando a voi che dovete studiare letteralmente tutto mi permetto qualche timido consiglio, rammaricandomi di non aver capito prima quanto sia pesante il fardello di saperi che vi abbiamo dato da portare fino al traguardo dell'esame. 

Vi ho proprio in mente uno per uno e vi voglio accompagnare, ben sapendo che non posso sostituirmi a voi, neanche farvi largo tra le difficoltà, perché questa che state percorrendo è una strada tutta vostra, e per la conquista che ognuno di voi perseguirà, in modo e secondo i livelli che gli o le sono congeniali. 

È questo il primo suggerimento: non preoccupatevi di sapere tutto, di saper eseguire ogni compito, ciò che conta è che conosciate: il tempo che avete e che non basta per sapere tutto, è più che sufficiente per conoscere. Date qualità al vostro studio di questi giorni e vedrete che sarete protagonisti dell'esame. Ciò che è fatto proprio, ciò che interessa, ciò che appassiona rimane! 

Il secondo suggerimento è di non guardare a tutto quello che dovete studiare, all'immane quantità di informazioni che dovete sapere, preoccupatevi di procedere per sintesi. Sia questa la vostra direzione, ripercorrete quello che avete fatto e fissatelo in modo sintetico. La sintesi è un lavoro, implica del tempo e un approccio. Dovete evitare di scorrere meccanicamente il programma, di svolgerlo passo dopo passo, e dopo aver fatto una bella pausa di riflessione aggredite le parti di programma e trovate il filo rosso che le tiene legate. Capisco, non siete abituati a fare così, perché a scuola normalmente procediamo per analisi, ma è tempo, se non lo avete ancora fatto, di un approccio sintetico che faccia proprio ciò che si osserva, si scopre e si impara. 

Il terzo suggerimento è quello che mi ha indicato genialmente una studentessa, è il percorso della chiocciola che si ferma e rafforza ciò che ha già conquistato. Fatelo, è il giudizio, la capacità di rafforzare una scoperta perché se ne scopre il legame con la propria umanità. Sarete protagonisti dell'esame se giudicherete quello che state ripassando, se ne vedrete la freschezza, se ne coglierete i nessi vitali. È questo l'accadere della vostra criticità, il segno della vostra maturazione. 



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