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MATURITA' 2014/ La prova orale? I "collegamenti" fanno ridere, siate voi stessi

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Spiega ai tuoi insegnanti che se colleghi 9 materie, e parli 5 minuti per ognuna, la somma evidentemente fa 45 minuti, e non gli rimane più tempo né per le famose altre domande (del cui senso o nonsenso parleremo un'altra volta) né per dialogare sulle tre prove scritte. Tieni presente, inoltre, che il giorno dell'orale dettagli banali finiscono per farla da padrone: il caldo, la stanchezza, se sei il primo o il terzo della mattinata, le beghe interne alla commissione. 

E tu che, dopo un anno di pensieri a vuoto, eri finalmente giunto all'intuizione da Nobel secondo cui, dato che il titolo della tua tesina – chissà perché mai – è "Il rosso", e in filosofia giustamente porti Marx, passando da Rosso Malpelo di Verga a Rosso relativo di Tiziano Ferro in italiano, volevi approdare in fisica alla storia dei semafori e in chimica alla composizione della RedBull, ben sapendo che il commissario esterno ti avrebbe guardato in cagnesco aspettando ansiosamente per 3 minuti che tu la finissi con quella sbobba scopiazzata da Wikipedia e buona solo a nascondere che logaritmi non ne sai fare… invece, proprio nel momento del geniale volo pindarico da Tiziano Ferro ai semafori, tristemente vagando in cerca di considerazione da metroquadro a metroquadro della cattedra con la tua sedia rigorosamente incollata alle terga dal sudore di inizio luglio, hai scoperto, girandoti dalla parte di quello di matematica e fisica – che durante tutta la tua esposizione di Marx se n'è bellamente infischiato chiacchierando del Costa Rica con il collega di arte –, ecco, girandoti appunto per sferrargli contro l'arguto collegamento, hai notato il vuoto sulla sua sedia, scoprendo che se n'è andato un attimo in bagno perché dopo il gelato ci stava proprio, e allora quella di inglese ha interrotto il tuo sgomento gracchiando un odioso quanto incomprensibile "beh, visto che nel percorso porti Dickens, allora parliamo di Orwell". 

Non girare con quella sedia, rimani fermo al posto tuo. Rimani anche in un quarto d'ora soltanto. Rimani pure su una sola materia o comunque in un discorso unitario senza collegamenti né interruzioni di materie o – se il coraggio non ti manca – come fece una mia amica che era stata in Nuova Zelanda con Intercultura, balla davanti alla commissione la danza maori dei rugbysti (per la cronaca: fu 100 e lode). E poi offriti al fuoco delle loro domande: immòlati, digli "sono qui, chiedetemi quel che vi pare". Se hai la fortuna che siano intelligenti, potrebbe a quel punto anche capitarti di dialogare a tutto campo per approfondire quello che hai detto nel tuo quarto d'ora. 



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COMMENTI
24/06/2014 - GRANDE! (Gianni MEREGHETTI)

Verissimo, saranno gli studenti a salvare l'esame, e gli studenti che porteranno la loro umanità, come studiando è cresciuta la loro apertura al reale, come il loro sguardo si sia fatto giorno dopo giorno più acuto, più profondo! Questo è il colloquio, che vi siano degli studenti capaci di mettere a tema l'umano. Se invece non vi saranno studenti così, il colloquio diventerà un noioso ripetersi di domande e di risposte, di adempimenti burocratici per esprimere alla fine un numero del tutto irrazionale. Questo è il colloquio, una passerella senza continuità, a meno che vi sia il sussulto umano di chi vuol rendere ragione di ciò che ha conquistato in cinque anni di scuola, il fascino della conoscenza. Questo è l'augurio, che vi siano tanti e tanti studenti così, capaci di vivere l'esame da protagonisti.