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MATURITA' 2014/ La prova orale? I "collegamenti" fanno ridere, siate voi stessi

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Ci sono cose su cui la forza della diceria non si può frenare. Prendi la prova orale degli esami di maturità e il peggiore dei suoi miti, quello che per un anno occupa la testa dei maturandi: "i collegamenti". Chissà chi riuscirà a estirpare la diceria, perché di diceria si tratta. La normativa degli esami, infatti, non pretende alcun collegamento. Al punto 7 c'è scritto: «Il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato». Ripetiamo le parole della normativa: «argomento», «ricerca», «progetto». «Collegamento» non c'è. 

Ma vaglielo a spiegare ai maturandi, assetati di collegamenti! E prima ancora vaglielo a spiegare agli insegnanti, che da mesi glieli chiedono! Qui tocchiamo probabilmente il punto più basso della concezione dello studio. Mi auguro infatti che nessuno voglia dissentire dall'affermazione che studiare vuol dire scoprire qualcosa di nuovo. E invece cosa accade con l'ossessione dei collegamenti? Che si parte da un titolo generale (il viaggio, l'illusione, l'infanzia eccetera) per poi andare a caccia di collegamenti, ossia per costringere un autore di italiano e un autore di latino e un autore di filosofia e un autore di arte eccetera a dire quello che il maturando ha già deciso che debbano dire. «Io "porto" il viaggio: chi è che parla del viaggio in latino? chi è che parla del viaggio in filosofia? e in storia cosa posso portare? e in fisica?». Non ti interessa più scoprire cosa ha da dire Seneca, ti interessa che pronunci la parola "viaggio". E via alle più strampalate, futuristiche e ridicole delle associazioni mentali. 

Come sarebbe diverso, invece, approfondire un «argomento» che ti incuriosisce davvero. Come sempre, ciò che ti piace è il punto di partenza migliore. Quale poeta ti ha colpito? o quale fatto storico? o quale teorema? Ti ha incuriosito Pirandello, per esempio? Benissimo, approfitta di questi giorni per andare fino in fondo alla tua curiosità, leggendoti Uno, nessuno e centomila, qualche novella, vedendo almeno i Sei personaggi. Senza il problema di incasellarlo a priori in un argomento: parti da Pirandello, non c'è bisogno di collegargli niente. Il collegamento sei tu! Pirandello c'entra con te, non devi farlo c'entrare con Bergson o con il fascismo o con Magritte. Togli il titolo preconfezionato, e mettici il tuo nome: questa tesina parla di te! 

Ti prego, lascia stare d'Annunzio che va con Nietzsche, Oscar Wilde e il fascismo, Svevo collegato a Joyce e Leopardi accoppiato a Schopenhauer. Per favore, vuoi "portare" (verbo orrendo!) d'Annunzio? Leggiti Il piacere, o Alcyone, altrimenti non lo "portare". In queste settimane sarai l'unico a non andare al mare, e il popolo degli abbronzati ti additerà come un reietto, irridendoti, sfigato di un maturando: bene, che tutto questo sacrificio valga la pena! È la tua occasione! 



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COMMENTI
24/06/2014 - GRANDE! (Gianni MEREGHETTI)

Verissimo, saranno gli studenti a salvare l'esame, e gli studenti che porteranno la loro umanità, come studiando è cresciuta la loro apertura al reale, come il loro sguardo si sia fatto giorno dopo giorno più acuto, più profondo! Questo è il colloquio, che vi siano degli studenti capaci di mettere a tema l'umano. Se invece non vi saranno studenti così, il colloquio diventerà un noioso ripetersi di domande e di risposte, di adempimenti burocratici per esprimere alla fine un numero del tutto irrazionale. Questo è il colloquio, una passerella senza continuità, a meno che vi sia il sussulto umano di chi vuol rendere ragione di ciò che ha conquistato in cinque anni di scuola, il fascino della conoscenza. Questo è l'augurio, che vi siano tanti e tanti studenti così, capaci di vivere l'esame da protagonisti.