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SCUOLA/ Esame di stato 2015, ecco la "bomba" Clil. Lettera aperta al ministro Giannini

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Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)

Egregio Ministro,
nell'imminenza (settembre 2014) di avvio urbi et orbi del Clil, ho una domanda semplice da porle, a cui arriverò dopo una breve disanima dello stato dell'arte del Clil in Italia.

Il vero problema del Clil non sono i ritardi, a tutti evidenti ed anche evidenziati in una riunione  della commissione Clil tenutasi in data 8 maggio al Miur con le associazioni professionali e didattiche, nella  realizzazione dei corsi metodologici e linguistici destinati a formare gli insegnanti  che da settembre dovranno cimentarsi con l'insegnamento di una disciplina in lingua nel corso del quinto anno di licei ed istituti tecnici. Non lo è nemmeno l'assenza di norme idonee a regolamentare  quanto Clil si dovrà fare in quinta, innanzitutto sapere se le norme transitorie per i linguistici, che prevedono un monte ore del 50% massimo per il Clil, saranno estese a tutti i corsi.

Il vero rebus per gli esami di stato 2015 non è nemmeno quanto Clil si sarà fatto, ma chi lo avrà fatto, e chi verificherà quanto fatto: anche escludendo, per sanità metodologica rispetto a ciò che il Clil è, la prima e la seconda prova, cosa accadrà alla terza prova, ammesso che essa resti di appannaggio delle commissioni e non sia "sostituita"/"integrata" dalla prova Invalsi annunciata ancora a novembre 2013 e ancora non definita? Come si regoleranno le commissioni dell'estate del 2015 nella terza prova e nel colloquio, dove i titolari alla verifica delle competenze linguistiche, nel caso di nomina di un docente di discipline non linguistiche (Dnl) che verifichi quanto fatto per il Clil e del docente di lingua straniera, saranno presumibilmente due, e non solo per la collegialità della valutazione delle prove d'esame a tutti ben nota sia nel dettato di legge che nella consuetudine? 

Come si andrà tutto ciò ad incastrare nella macchina delle nomine ministeriali per i futuri esami di stato dell'estate 2015? Quale sarà la titolarità del docente Dnl che vada ad esaminare, in terza prova o nel colloquio, il percorso Clil svolto in una certa classe come esterno? Immaginiamo un docente nominato per matematica e fisica in un liceo scientifico, con il collega anch'esso esterno nominato per storia dell'arte, dove il docente di matematica abbia completato il percorso di formazione metodologica (quindi una mosca bianca allo stato attuale e prevedibile delle cose) mentre il collega di arte è digiuno della cosa, perché non se ne è interessato o perché non ha avuto accesso ai percorsi di formazione, in una classe dove la materia scelta per il Clil sia storia dell'arte. 

La titolarità del docente di matematica come "docente Clil" lo autorizzerà a stendere i quesiti della terza prova e formulare delle domande in storia dell'arte, oppure "tradurrà" le domande del docente di arte? Il Clil è una metodologia che necessita di un percorso di formazione articolato e che può favorire innovazione nella pratica didattica, e poi si traducono le domande del collega? 



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COMMENTI
26/06/2014 - Una ulteriore mina nell'esplosione imminente (Sergio Palazzi)

Se almeno la problematica CLIL qui discussa rendere evidente che il sistema scoppierà tra undici mesi... Ne scrivevo in un articolo a fine aprile: nessuno pare accorgersi che la vecchia maturità DEVE essere sostituita, e con urgenza, in previsione dei maturandi gelminati 2014/15. Ammesso e non concesso che il CLIL parta dovunque, e come parta, e con che giramenti di valzer, di parole e d'altro: già questo, nel quadro della maturità '97, sarà molto difficile da inserire. Ma dove mettiamo la gestione delle didattiche autonome, che impediscono tracce di seconda prova che siano poco più che "temini"? E soprattutto, che ne facciamo della terza prova interdisciplinare collegiale, che sarebbe stata una bellissima idea tranne il fatto che è completamente morta sia negli obiettivi sia nei risultati e meriterebbe degna sepoltura, prima che realmente si trasformi dovunque nel "quizzone" di cui si riempiono la bocca i teleintervistatori a gettone? E delle micidiali tesine? In questi giorni stiamo facendo esami. Tutti ci raccomandano di "mettere a loro agio" i candidati, che nove volte su dieci vuol dire "evitate di bocciarli che hanno il ricorso pronto, e/o finiamo sui giornali per averne bocciato più di uno su cento". Ma che razza di dis/agio stiamo preparando per tutti quelli del nuovo anno scolastico già ormai iniziato, se nessuno si prende la responsabilità di intervenire? Si può ancora parlare dei diritti costituzionali dello studente, o è ormai un discorso patetico?

RISPOSTA:

Condivido le sue preoccupazioni relative all'esame di stato che ancora non esiste, e non solo perché si materializzerà la prossima estate. Il suggerimento da Lei avanzato nel suo articolo di aprile di verificare il CLIL proponendo in seconda prova segue, mi sembra, la logica tutta italiana del fare-perché-si-deve, che non condivido, ed inoltre dubito fortemente che potrebbe essere efficace ora, visto il ritardo nella formazione dei docenti stessi. Ritengo interessante, invece, la recente proposta del sottosegretario Reggi di introdurre progressivamente la formazione in servizio come obbligatoria, nell'ambito della riflessione legata ai lavori dei due cantieri aperti sulla scuola. Che stia lì un ulteriore elemento di novità introdotto dal Clil, visto che per fare Clil bisogna "per forza" fare un percorso di formazione? Ma, nuovamente, quale modello di formazione proporre? SB

 
25/06/2014 - Se le domande si facessero a tempo debito.... (Franco Labella)

Non vorrei spegnere l'ardore dialettico della collega Ballabio con una osservazione banale ed allo stesso tempo di buon senso ma il CLIL è nato con l'approssimazione e la fretta del voler fare le "riforme epocali" ad ogni costo e contro ogni evidenza dei dati di realtà. Ricordo ancora qualche intervento televisivo della Gelmini e posso anche esibire qualche prova tangibile dell"io l'avevo detto…". Ora siamo arrivati al redde rationem e vedo che l'italica arte dell'arrangiarsi si fa strada anche nel prospettare soluzioni sicuramente inedite ma non per questo meno problematiche. Non vorrei fare della facile ironia ma se alla certificazione dei titoli di abilitazione posseduti si sostituisce una sostanziale autocertificazione (a meno di non pensare che le associazioni professionali possano diventare dispensatrici di titoli) mi propongo per l'anno prossimo di diventare oltre che commissario di Diritto (nelle poche scuole in cui ancora ci sarà) anche esaminatore di Informatica. Sono pure esaminatore ECDL… Ma programmare cambiamenti partendo dai dati reali no? E ringrazio Silvia Ballabio perchè col suo intervento rinverdisce la discussione su modifiche normative ed approccio di sistema. Ecco basterebbe fare una norma generale valida per tutto quel che riguarda la scuola italiana. Articolo unico: "Noi siamo asistematici". Dopo di che largo alla fantasia italica. Come quella che spinge Ballabio ad ipotizzare un doc. di matem. CLIL che si occupi della storia dell'arte..

RISPOSTA:

Non essendo mia facoltà dare risposte pongo le domande, quale quella di reductio ad absurdum relativa al collega di Matematica, e mi fa piacere di aver buona compagnia nel porle, sicuramente non per prima. Il ministro Giannini è a quanto si sente dire impegnato in una spending review di quattro anni di scuola ed eliminazione del fondo per offerta formativa, nonché a conteggiare quanto le paritarie facciano risparmiare allo Stato, circa 6 miliardi. La formazione docenti è diventata una "piccola" boccata di ossigeno per le università. Le associazioni professionali e didattiche si autofinanziano, e fanno formazione. Gratis. Apprezzata visto che i docenti ne usufruiscono, in un regime di formazione liberamente scelta. E se questa formazione si misurasse non in ore di esenzione dal servizio, ma in crediti formativi? Per ciò che è validabile perché valido? I modi si trovano, nell'asistematica e fantasiosa Italia, che non sa ancora cosa sia il principio di sussidiarietà. SB