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SCUOLA/ Sechi: per fare bene il '900 "uccidiamo" i manuali

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Carri armati russi (Infophoto)  Carri armati russi (Infophoto)

E di qui scaturirebbe l'avvio alla comprensione della diversità dei regimi liberali, che ammettono come fisiologico il conflitto e quindi le differenze. Non pretendono di creare "l'uomo nuovo".

La qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento deve essere misurata sulla capacità del docente e dello studente di inserire in una dimensione generale, internazionale, un fenomeno e una figura politica locale, cioè nazionale. Ciò che importa è l'assassinio politico e non  la singola figura di Kenendy o appunto di Moro.

A partire dal presente si recupererebbe l'intera dimensione del passato, cogliendone l'identità nel lungo periodo e non nelle singole circostanze.

O docenti ed editori riescono a produrre testi in cui la storia è concepita come un processo, uno svolgimento dei nuclei tematici (le riforme, le rivoluzioni, l'autoritarismo, le classi e le gerarchie sociali, i consumi, l'idea della donna, la concezione del "diverso", l'uso della natura, il mito della democrazia, il mercato e lo Stato ecc. ) che si sono articolati nel mondo, oppure resteremo vittime consenzienti dell'attuale regime ministeriale. Che cosa può fare esso di diverso dall'intruppare l'esistente e il preesistente in una serie di programmi che nessuno è mai riuscito a a svolgere se non riducendoli in pillole e vaghe stelle dell'Orsa?



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COMMENTI
27/06/2014 - FACCIAMOLI NOI I LIBRI DI TESTO! (Gianni MEREGHETTI)

Sono d'accordo, sono i libri di testo ad essere fuorvianti rispetto alla storia e con i libri di testo gli insegnanti che li usano acriticamente, riversando sugli studenti i pesi delle nozioni e anche quelli delle interpretazioni. Così si fa odiare la storia, così non si coinvolgono gli studenti nel fascino dell'avventura umana che essa implica e a cui porta, ma li si ingabbia negli schemi dell'ideologia, come se la storia al posto di essere raccontata debba essere interpretata. Questo è l'errore dei libri di testo come degli insegnanti ad essi asserviti, che si pensa che la storia debba essere razionalizzata, e allora diventa la noia del rapporto tra causa ed effetto e poi altre cause con le necessarie conseguenze. E' la differenza tra spiegare e conoscere il problema serio della storia. Oggi domina lo spiegare, mentre è il conoscere ciò per cui ognuno di noi si appressa alle vicende della storia. Di fronte a questa situazione non c'è che una strada, fare noi il libro di testo. IO QUEST'ANNO HO PRESO LA DECISIONE DELLE DECISIONI, IL LIBRO DI TESTO ME LO FACCIO IO! Gianni Mereghetti