BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Reggi (sottosegretario): non può più essere un ammortizzatore sociale

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Invito quella parte del sindacato che vuole la battaglia giuridica a spostare il confronto sul piano dei contenuti. Un ministero che si occupa solo di ricorsi non fa bene alla scuola, ma non fa bene nemmeno al sindacato che ha a cuore il bene della scuola. Del Cnpi, un organo che non si è riunito da un anno e mezzo, mi pare che nessuno senta la mancanza. Confrontiamoci, ma senza attaccarci a strumenti che sono solo un pretesto per litigare.

Ma c'è chi vuole dare la scuola in mano ai giudici.
Ma che vantaggio hanno costoro?

Evidentemente quello di sanare per legge, attraverso le sentenze, una miriade di situazioni di fatto.
Lo so, è chiaro che lo scopo è questo, ma credo che viviamo un tempo in cui questa situazione non è più possibile. Ora dobbiamo mettercela alle spalle. E possiamo farlo solamente insieme.

Quale politica di assunzione dei dirigenti scolastici avete in mente?
Ripartiremo entro l'anno con il primo corso-concorso previsto dall'ex ministro Carrozza e che noi abbiamo anticipato. Da lì uscirà il primo blocco di nuovi dirigenti.

(Federico Ferraù)




© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
29/06/2014 - Meritolatria: mobbing e alibi ministeriale (1/2) (Vincenzo Pascuzzi)

1) Pessimo titolo e infelice debutto mediatico-programmatico per il prossimo ministro dell’Istruzione, secondo indiscrezioni; sarebbe il quinto ministro in meno di quattro anni! Il titolo (svista o provocazione?) infatti ricopia uno degli slogan mendaci e offensivi di Gelmini. 2) Meritolatria. Con il pretesto di costruire un’artificiale “carriera dei docenti”, anche Reggi intende ricorrere all’ormai mitico “merito”, da valutare non con i test Invalsi ma tramite “le competenze acquisite e la formazione, nonché l'impegno nelle attività complementari alla didattica”: mistero su modalità, tempi, risorse occorrenti. Parlare di merito sta trasformandosi in meritolatria, oltre a essere una forma di mobbing sui docenti e un comodo alibi ministeriale per gli altri problemi della scuola. 3) Fuga dal problema vero. Il problema vero è costituito dalle retribuzioni indegne di TUTTI i docenti: ministri e governi ne hanno consapevolezza, ma non sanno come affrontarlo, perciò lo negano e vorrebbero dribblarlo con il trucco della carriera per i meritevoli. Pietro Citati, nel 2007, lanciò la provocazione “Raddoppiamo gli stipendi ai professori”. Il mese scorso, il ministro Giannini - su Metro news - dichiarava che “raddoppiare lo stipendio dei docenti appare eccessivo, ma uno stipendio mensile di 2.000 euro potrebbe essere l'importo minimo”. Il prof. Paolo Latella ci documenta sui docenti svizzeri (Canton Ticino) che percepiscono 7.000 euro al mese!

 
29/06/2014 - Meritolatria: mobbing e alibi ministeriale (2/2) (Vincenzo Pascuzzi)

4) La priorità. A febbraio, Renzi aveva annunciato una riforma al mese e aveva attribuito alla scuola la priorità (?!). La realtà ha imposto di decuplicare i tempi, cioè rinviare le scadenze da 100 giorni a 1.000. Molte le parole ma pochissimi i fatti. Il ministro dell’istruzione forse ha come incarico quello di parlare, parlare, rilasciare interviste, promettere e minacciare ma non ha la possibilità di fare e realizzare. 5) Flirt con le scuole cattoliche. Anche Reggi, come Giannini e troppi altri, intende coltivare il flirt con le scuole cattoliche, che sono in difficoltà, registrano crollo di iscrizioni, qualcuna chiude e vorrebbero essere aiutate dallo Stato a... fare concorrenza alla scuola statale! 6) Omissioni. Nulla dice Reggi in ordine al micidiale bazooka delle 24 ore settimanali, di montiana memoria, mai davvero abbandonate ed ora riproposte graziosamente come opzione! 7) Dispersione. Altra omissione: nulla su iniziative per ridurre la dispersione scolastica, stabile al 18% a livello nazionale, in crescita nel sud dove arriva al 20-25%! 8) Save the Children. L’intervista ignora che “In Italia il 25% dei minori è a rischio povertà: sono circa due milioni e mezzo i bambini e gli adolescenti che, soprattutto nelle regioni del Sud, vivono in condizioni di deprivazione materiale e spesso anche culturale, sociale e relazionale. 1 milione vivono in povertà assoluta”. 9) Cgil. Esagerato ad arte l’ipotetico potere di veto e condizionamento di Cgil.