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SCUOLA/ Il ministro Giannini scelga tra Kandinskij e Eric Schmidt

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Il presidente di Google Eric Schmidt (Infophoto)  Il presidente di Google Eric Schmidt (Infophoto)

Il ministro Giannini sembra fare sul serio. La promessa di reintroduzione della storia dell'arte nelle scuole italiane, espressa nel protocollo d'intesa Miur-Mibact lo scorso 28 maggio, è stata rilanciata e specificata di recente nel corso della terza edizione degli Stati Generali della Cultura, promossi dal Sole 24 Ore in collaborazione con Fondazione Roma. 

"La storia dell'arte deve tornare ad essere una materia strutturale all'interno dei percorsi di studio nelle scuole italiane" ha affermato il ministro; ma perché queste parole non restassero dichiarazioni di principio, era necessario entrare nella concretezza della situazione: quattro conti bisognava  iniziare a farli. Ha infatti proseguito Stefania Giannini: "Sapete quanto ci costerà introdurre la storia dell'arte in tutti i livelli dei licei, nel biennio e nel triennio, negli istituti di scienze umane e negli istituti turistici? Costerà più o meno 25 milioni di euro. E sapete qual è il budget del ministero: 51 miliardi di euro. Ce la faremo? Sì, ce la dobbiamo fare". 

Il contesto di questa dichiarazione dimostra la sinergia in atto tra i due ministeri dell'Istruzione e dei Beni culturali, per attuare un programma di ampie vedute, ma anche di grande complessità, e non solo dal punto di vista economico. La logica che lo muove è la coscienza dell'unicità della nostra identità di popolo cui appartiene il 60 per cento del patrimonio artistico mondiale; il concetto di tutela non ancorato alla sola sua salvaguardia, ma sviluppata come sua rivitalizzazione in quanto investimento produttivo; infine il valore dell'educazione dei giovani propulsori di una energia creativa che parte da un amore alla propria storia.

Lo scenario affascinante che si prospetta va tuttavia a interagire con dinamiche e situazioni molto complesse di cui non si può non tenere conto. 

Dal punto di vista dei curricoli scolastici la reintegrazione delle ore di storia dell'arte comporterà un aumento del monteore, cosa che rende necessaria la revisione e il riequilibrio dei curricola scolastici: in ogni caso si deve andare a metter mano all'architettura della riforma Gelmini, che giunge il prossimo anno scolastico a completare il suo primo quinquennio con una formula degli esami di Stato non ancora chiaramente delineata. 

Un altro ordine di riflessioni è invece stato aperto dal ministro Franceschini quando ha affermato che "è cominciata la stagione degli investimenti perché nell'epoca della globalizzazione il sostegno della nostra cultura diventa una scelta economica strategica".

Il recente d.l. art bonus varato dal ministro favorisce l'instaurarsi di una nuova mentalità nella fruizione del nostro patrimonio, più accessibile, frequentabile, quindi familiare; d'altra parte la diffusione della digitalizzazione indica che la tecnologia informatica ha aperto nuovi e affascinanti orizzonti di approccio alle opere d'arte permettendo, ad esempio, di godere di straordinari particolari inediti e inesplorati fino a pochi anni fa. 



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