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SCUOLA/ Tfa e Pas, ministero nel caos: tutti gli scenari possibili

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Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)

Nonostante le ripetute promesse dei ministri pro-tempore, sono già passati inutilmente due anni accademici prima di questo nuovo ciclo (il primo e unico Tfa era dell'a.a. 2011/12!); e non è detto che esso vada a buon fine. I sindacati sono già sul piede di guerra e promettono battaglie legali puntando sul fatto che alcune disposizioni del bando – l'iscrizione con riserva alle selezioni, la facoltà di indicare due altri atenei in altre Regioni oltre a quello prescelto (art. 7 del bando) o, ancora, la redistribuzione d'ufficio degli idonei al termine delle selezioni in altri atenei della Regione qualora nella sede prescelta ci sia carenza di posti (art. 12) – sono state adottate senza i previsti pareri di Cnpi e Cnam. 

La levata di scudi viene giustificata col pretesto che un nuovo Tfa alimenterebbe il precariato (come se i non abilitati precari non lo fossero già…), mentre ci sarebbero tanti docenti in esubero da riconvertire; ma è evidente la predilezione (interessata?) per chi è già dentro il meccanismo (e paga la quota sindacale…). Nei fatti, far slittare ulteriormente il percorso abilitante allontanerebbe per i giovani la possibilità di partecipare ai prossimi concorsi, a tutto vantaggio di chi è nelle Gae; dove magari è ancora iscritto più di qualcuno che ha superato un concorso quindici anni fa, nel frattempo ha fatto tutt'altro che insegnare, ma poi si prende il ruolo alla prima occasione (è già successo!); con buona pace della qualità della scuola.

Dopo la pubblicazione delle nuove tabelle di valutazione, che avevano fatto infuriare i sindacati, tenuti all'oscuro di tutto e informati solo a cose fatte, il 22 maggio scorso il Miur ha emanato il bando per l'aggiornamento delle graduatorie d'istituto. Le domande per aggiornamento dei punteggi, iscrizione in II fascia dei nuovi abilitati e inserimento in III fascia dei neolaureati vanno compilate su modello cartaceo e inviate alla scuola capofila tramite raccomandata a/r o consegnate a mano entro il 23 giugno; da quest'anno è ammesso l'invio in formato digitale tramite Pec. 

Alcune disposizioni delle nuove tabelle hanno scatenato la dura reazione di precari e sindacati, questi ultimi determinati ad «impugnare congiuntamente al Tar il decreto che modifica le tabelle». Si tratta, in particolare, dei punteggi aggiuntivi attribuiti ai titoli di abilitazione conseguiti in alcuni percorsi. I laureati in Scienze della formazione primaria hanno diritto ad una maggiorazione del punteggio rispetto ai diplomati magistrali che ora, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, possono transitare in II fascia: 48 punti ai laureati Sfp di vecchio ordinamento (laurea quadriennale) e 60 a quelli di nuovo ordinamento (laurea quinquennale), cui vanno aggiunti 12 punti per il superamento delle prove di accesso al corso; in totale, +60 e +72 punti. 



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