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SCUOLA/ Tfa e Pas, ministero nel caos: tutti gli scenari possibili

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Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)

Fermi restando i 54 punti aggiuntivi per le vecchie abilitazioni, ai neoabilitati con Tfa spettano 42 punti in più rispetto a quanti si abiliteranno con i Pas: 30 per il superamento delle prove selettive e 12 per la durata annuale del corso. I corsisti Pas non hanno affatto digerito i 30 aggiuntivi per il Tfa. A onor del vero, la differenziazione dei punteggi era una delle condizioni espresse in sede parlamentare per l'approvazione del DM 81/2013 istitutivo dei corsi speciali «onde evitare che la mera anzianità possa valere più del merito» e bilanciare il punteggio cumulato nei tre anni di servizio richiesti per i corsi speciali.

La cosa che però, più di ogni altra, ha fatto scattare l'ira dei "passisti" è l'esclusione dalla II fascia di quanti non riusciranno a conseguire l'abilitazione entro il 23 giugno; contrariamente a quanto più volte annunciato dallo stesso ministro, nella versione definitiva del DM 353/2014 non sono previste iscrizioni con riserva. L'art. 14 del decreto rinvia a generici «successivi provvedimenti» con i quali «saranno disposti modalità e termini per consentire, con cadenza semestrale, l'inserimento in II fascia agli aspiranti che conseguono il titolo di abilitazione oltre il termine di aggiornamento» del 23 giugno; e, magra consolazione, al momento del conseguimento dell'abilitazione sarà «immediatamente garantito il diritto di precedenza assoluta nella fascia di appartenenza», (cioè ancora la III). Intanto – dicono quei "passisti" – perderemo sicuramente le supplenze annuali del 2014/15 e, forse, anche quelle degli anni successivi; non solo la differenza di punteggio ci spiazza rispetto agli abilitati con Tfa, ma anche rispetto ai nostri colleghi dei Pas che – non certo per loro merito o nostro demerito, visto che il disallineamento temporale dei percorsi è dipeso da Usr e atenei – si abiliteranno entro la scadenza delle domande e potranno finire per iscriversi in II fascia di Regioni nelle quali i corsi finiranno dopo giugno, occupando i posti lì disponibili. La costatazione della effettiva disparità di trattamento tra pari è inconfutabile. 

Il fatto è che ancora una volta, per insipienza e superficialità dell'amministrazione, disinteresse e autoreferenzialità degli atenei, approssimazione e opportunismo di politica e sindacato, viene rinfocolata un'assurda guerra tra poveri. Divide et impera è strategia sempre di moda; e cosa c'è di meglio, in un momento di crisi e smarrimento come l'attuale, del creare nuovi contenziosi – in questo caso mettendo l'un contro l'altro "passisti" e "tieffini" –, così da stornare l'attenzione dai tanti (troppi!) problemi che affliggono la scuola italiana?



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