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SCUOLA/ Se il programma è "tiranno" bisogna usare le forbici

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Ci fu un ministro che, nei primi anni 90, ne fece oggetto di ispezioni nelle scuole, per verificare l'adempimento alla norma (ricordo che i programmi erano pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale). Credo che abbia avuto una grossa delusione.

Possibile che il "programma" esistesse quando era oggetto di trasgressione e sia stato riesumato oggi senza possibilità di trasgressione quando ormai ha ricevuto onorata sepoltura? 

Il professor Mereghetti chiede autonomia: ce l'ha, ha le Indicazioni nazionali con la descrizione delle competenze, ha la certificazione dell'obbligo (idem), ha la norma dalla sua parte. Che cosa lo frena dunque? Il '900 è un secolo, ma è già cominciato da 14 anni anche il 2000, e con quali avvenimenti! Non possiamo permettere che i nostri ragazzi restino ignari di ciò che li circonda o capiscano solo in parte. 

Se il tempo è tiranno, si usano le forbici e si costruisce un "programma" autonomo nel quale hanno la precedenza i contenuti (e tutto ciò che li sostanzia) più formativi. Il mio richiamo ad un'analisi epistemologica delle discipline aveva questo scopo. Così gli insegnanti, da meri esecutori dei vecchi programmi (ammesso che lo mai siano stati) diventano professionisti dell'insegnamento e danno finalmente un calcio alla scuola che non ci serve più.



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COMMENTI
06/06/2014 - BRAVO (Valentina Timillero)

Era ora, il professor Mereghetti ha ragione, perché è inutile farsi boccate di autonomia se poi il bel lavoro di un anno di storia fatto bene (mettiamo pure fino allo sbarco sulla luna, macché, fino a Berlusconi!) viene calpestato da un commissario che mette il dito a caso sul programma (perché da qualche parte bisognerà pur metterlo, no?, insomma cambiategli nome ma resta un elenco di cose) e chiede le nozioni. Non sono contro le nozioni, le difendo, ma dentro una rielaborazione personale. A essere rigorosi, bisognerebbe trovare altre modalità d'esame. Trattando gli studenti da persone adulte. L'autonomia o è, o non è, non può essere solo in parte.

 
06/06/2014 - D'ACCORDO, TOTALMENTE D'ACCORDO! (Gianni MEREGHETTI)

Sono d'accordo, totalmente d'accordo e io opero in questo modo, con i miei limiti, ma opero in questo modo e facendo dell'insegnamento della storia un laboratorio per entrare nel presente (è per questo che mi ha molto ferito la ingiusta precisazione di Cominelli!). Io l'autonomia ce l'ho, ma vi è un problema, e io ho già dovuto farne i conti più volte, che all'esame di stato la mia autonomia al posto di essere considerata viene calpestata, io insegno in un modo con certe preoccupazioni epistemologiche e i miei studenti vengono interrogati a prescindere, secondo una vecchia impostazione nozionistica. E non mi si dica che se li ho fatti crescere sono in grado di affrontare tutto! Certo lo sono, però se è autonomia lo sia fino in fondo, perchè altrimenti io devo sperare che storia sia una materia interna! E non solo, chiediamoci perchè è così bassa la percentuale di studenti che fanno la traccia della prima prova ad indirizzo storico? Per una ragione molto semplice che anche il ministero ci dà autonomia e poi di fatto impone i suoi criteri di scelta. Per questo vorrei ribadire che il mio è un grido dall'interno di una esperienza in cui comunque un dato certo rimane ed è la passione per il presente che si è accesa in tanti miei studenti e tale da ridestarla anche in me.