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SCUOLA/ Bocci: insegnare storia, un'avventura che sfida il "mondo piccolo"

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Adolf Hitler (Immagine d'archivio)  Adolf Hitler (Immagine d'archivio)

È anche questa la ragione dello iato di metà Novecento, che non deve trattenere dal superare le colonne d'Ercole della seconda guerra mondiale, nella consapevolezza, però, dei limiti inevitabili della nostra conoscenza man mano che ci avviciniamo all'attualità. I primi cinquant'anni del secolo sono talmente pieni della "grande storia" che si fa fatica a discostarsene. Al loro paragone, il secondo Novecento appare come un insieme di vicende un po' grigie ed opache, meno coinvolgenti soprattutto se le si guarda dal punto di vista della storia politica. Anche il secondo Novecento, tuttavia, comincia ad essere percorribile, pur con gli accorgimenti cui si è fatto cenno, ed è capace di captare lo sguardo attento e appassionato degli studenti, a patto di non ridurlo a un'insostenibile cronologia – che non è storia – e di far affiorare i nodi problematici  che, per rimanere all'Italia, sono sottesi alla lunga sequenza di crisi di governo e di alchimie politiche più o meno riuscite. E di nodi ce ne sono davvero tanti, molti dei quali rimangono per ora non scioglibili, altri, invece, affrontabili dichiarando l'approccio interpretativo di riferimento; altri, ancora, da far emergere per spiegare davvero come siamo diventati, una spiegazione che in realtà non può partire dalla cesura politica del '45, bensì dalle trasformazioni rapide e dirompenti degli anni Sessanta e dalle conseguenze che la modernizzazione sotto specie italiana ha prodotto nella vita di milioni di persone.



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COMMENTI
10/07/2014 - Grazie (Gianni MEREGHETTI)

Grazie dei giudizi e dei suggerimenti, giusto non appiattire il passato sul presente, giusto non usare strumentalmente la storia, questo sfida ancor di più a considerare la storia per tutto quel che è, e pone la questione radicale, quella del punto di approccio alla storia, di riuscire a catturarne la specificità e la forza educativa. E' riproposta in modo preciso la questione ideale dello studio della storia, la sua metodologia che è vera solo se non ingabbia, se libera le energie vive che ogni epoca contiene. Questo è il problema serio dell'insegnamento della storia, non che sia esauriente, che arrivi a tutto, ma che insegni un metodo dii approccio a ciò che accade dentro lo scorrere del tempo.