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SCUOLA/ Quello stupido darwinismo che c'è ancora tra noi

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Chi si ritiene senza peccato scagli la prima pietra; se al docente di lingue (quale io sono) può interessare poco del perdurare della teoria evoluzionista del linguaggio, quanti degli assunti metodologici della pratica didattica sono veri e propri dogmi di fede, non discutibili e non rivedibili, tanto veri da far chiudere gli occhi di fronte ad evidenti fallimenti del proprio tentativo di formazione linguistica di molte giovani menti?

L'onestà intellettuale degli autori dell'articolo, che confutano in maniera rigorosa i vari studi di linguistica, comunicazione animale, matematica ed evoluzionistica, ammettendo che la risposta alla domanda "Come si è arrivati al linguaggio umano?" è ancora una domanda senza una risposta, e smentendo chi afferma il contrario, è il primo punto metodologicamente interessante del loro tentativo, nonché l'azione stessa da loro compiuta. 

Ognuna della sezioni dell'articolo entra in merito ad un'area specifica, ad esempio affrontando gli studi del comportamento animale e l'utilità della comparazione fra il linguaggio dei primati, degli uccelli canterini e delle rane tungara, o l'utilità dei reperti fossili relativi all'Homo di Neanderthal al fine della determinazione della sua capacità (o incapacità) di avere un linguaggio, pur in presenza di caratteristiche simili nell'Homo sapiens. Ognuna della confutazioni è assolutamente rigorosa e specifica, ma è interessante notare che l'articolo si presenta come un unico contributo, quasi a sottolineare che solo un'altissima specificità disciplinare, unita ad una comune passione all'indagine scientifica, e non scientistica, possono permettere un reale progresso scientifico, fosse anche quello di ammettere che anche molto, forse tutto, rimane ancora da farsi. E che il mistero dell'evoluzione del linguaggio umano rimarrà, fino a quando non si avrà prova evidente della validità di una o dell'altra teoria, "one of the great mysteries of our species" - "uno dei grandi misteri della nostra specie" (italics mine); Uno, sembrerebbe, fra molti. 

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