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SCUOLA/ Toccafondi (sottosegretario): giovani, lavorate appena potete

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L'introduzione dell'apprendistato nell'ultimo biennio della scuola superiore a mio avviso è una grande conquista, perché consente per la prima volta di studiare ed imparare un lavoro allo stesso tempo. Sono i ragazzi e i professori che chiedono alla scuola di riservare più spazio alle esperienze concrete e di poter imparare "mettendo le mani in pasta" in ambienti operativi reali, senza dover aspettare dopo il diploma per capire, a proprie spese, come funziona il mondo del lavoro, magari scoprendo che la loro preparazione è distante da quella richiesta.

Ma il decreto?
Con il decreto di apprendistato negli ultimi due anni stiamo muovendo i primi passi: è una sperimentazione ed è l'occasione per costruire un modello italiano per acquisire un diploma di scuola secondaria che preveda una settimana al mese per due anni in azienda, e quella settimana al mese ha lo stesso valore dello studio in classe. Intendiamo lavorare inizialmente su numeri contenuti per capire come funziona e a quali condizioni. Seguiremo passo passo, attraverso un attento monitoraggio, lo sviluppo di questi percorsi sperimentali sul territorio per verificarne gli esiti e l'efficacia. Il nostro obiettivo prioritario è di avvicinare i percorsi scolastici alle filiere produttive di riferimento per contrastare la disoccupazione giovanile.

Può anticipare cosa sta facendo il Cantiere #2 di cui lei è alla guida?
Ci tengo a precisare che sono un componente istituzionale del Cantiere #2 insieme a diversi esperti del mondo della scuola e del Made in Italy. Il gruppo di lavoro si sta confrontando sulle competenze necessarie per preparare gli studenti al mondo del lavoro, e farà proposte per superare il disallineamento tra offerta formativa e domanda di nuove competenze che emerge dai grandi cambiamenti di questi anni.

Dal focus Miur sulle iscrizioni per l'anno 2014-15, istruzione tecnica e fomazione professionale risultano ancora in sofferenza rispetto ai licei.
Il Cantiere sta approfondendo anche le azioni finalizzate al loro rafforzamento e al loro rilancio, ma si soffermerà anche sulle competenze trasversali – relazionali, digitali e linguistiche – che sono alla base del rilancio della nostra economia a livello internazionale.

Ma quali sono i criteri che seguite?
Un lavoro fortemente specializzato e professionale implica un saper-fare specifico (competenze specifiche) che va a impiantarsi su quelle competenze di base e trasversali che tutti gli studenti dovrebbero acquisire e rafforzare durante la scuola dell'obbligo. In questo cantiere porto ciò che ho potuto vedere nelle viste in alcune scuole italiane dove studenti e professori si inventano, utilizzando il minimo di autonomia scolastica che hanno, sperimentazioni scuola-lavoro utili per il futuro dei ragazzi. Utili sia perché nei laboratori si imparano mestieri, sia perché con la scoperta che quanto si fa è utile, l'attenzione a tutte le altre materie cambia, si scopre un interesse verso tutto. Dobbiamo mettere a sistema quello che le scuole già in parte fanno.

A giorni alterni siamo bombardati da percentuali sulla disoccupazione giovanile. Lei non crede che a questi dati faccia fronte una situazione meno drammatica di quanto i numeri lascerebbero pensare? 



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COMMENTI
15/07/2014 - Ascoltare la scuola reale (ROBERTO PELLEGATTA)

E' un peccato leggere valutazioni su cose così importanti per la scuola senza notare un ascolto delle esigenze e delle proposte che giungono al ministero dalle scuole e dai presidi. Si eviterebbero problemi ed errori che poi introducono nelle scuole stesse più difficoltà di quante (negli intenti) invece vorrebbero risolvere.

 
14/07/2014 - Lavorate appena potete .. lo ha già detto un altro (Manfredi Limentani)

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014 Papa Francesco agli sportivi. "Io trovo tre strade, per i giovani, per i ragazzi, per i bambini. La strada dell’educazione, la strada dello sport e la strada del lavoro, cioè che ci siano posti di lavoro all’inizio della vita giovanile! Se ci sono queste tre strade, io vi assicuro che non ci saranno le dipendenze: niente droga, niente alcol. Perché? Perché la scuola ti porta avanti, lo sport ti porta avanti e il lavoro ti porta avanti. Non dimenticate questo. A voi, sportivi, a voi, dirigenti, e anche a voi, uomini e donne della politica: educazione, sport e posti di lavoro!" E' proprio una bella "assicurazione" da non dimenticare e da perseguire con tutte le energie disponibili.